Alcol. Aumentano i consumi italiani. Soprattutto fuori pasto. La Relazione al Parlamento

Alcol. Aumentano i consumi italiani. Soprattutto fuori pasto. La Relazione al Parlamento

Alcol. Aumentano i consumi italiani. Soprattutto fuori pasto. La Relazione al Parlamento
Dall’analisi del tipo di bevande consumate si conferma la tendenza già registrata negli ultimi dieci anni che vede una progressiva riduzione della quota di consumatori che bevono solo vino e birra, soprattutto fra i più giovani e le donne e un aumento della quota di chi consuma, oltre a vino e birra, anche aperitivi, amari e superalcolici, aumento che si registra nei giovani e i giovanissimi ma in misura percentuale maggiore negli adulti oltre i 44 anni e gli anziani. LA RELAZIONE.

“L’alcoldipendenza è un fenomeno che continua a necessitare di grande attenzione per le implicazioni sanitarie e sociali che ne derivano”. Parte da questa premessa la nuova Relazione sugli interventi realizzati nel 2016 in materia di alcol e problemi correlati, del Ministero della Salute trasmessa al Parlamento il 21 marzo 2017.
 
Aumentano i consumi, soprattutto fuori pasto
Secondo i dati ISTAT nel corso del 2015 il 64,5% degli italiani di 11 anni e più (pari a 35 milioni e 64 mila persone) ha consumato almeno una bevanda alcolica, con prevalenza notevolmente maggiore tra i maschi (77,9%) rispetto alle femmine (52,0%). Rispetto al 2014 si registra un incremento dei consumi: nel 2014, infatti, ha consumato almeno una bevanda alcolica il 63% degli italiani di 11 anni e più (pari a 34 milioni e 319 mila persone).
 
L'aumento dei consumi risulta confermato anche dai dati forniti dal database europeo Health For All (HFA-DB), che mostra nella rilevazione dei litri di alcol puro medio pro capite consumati nella popolazione ultra quindicenne in Italia, nel corso degli ultimi quattro anni, un nuovo incremento in controtendenza rispetto agli anni precedenti.
 
Nel 2015 si osserva una sostanziale stabilità rispetto all’anno precedente dei consumatori giornalieri, mentre continuano a crescere i consumatori fuori pasto (nel 2013 erano il 25,8%, nel 2014 erano il 26,9%, nel 2015 risultano il 27,9%).
 
Nell’ambito dell’arco di tempo 2005-2015 l’ISTAT ha rilevato:
· una diminuzione della quota di consumatori (dal 69,7% al 64,5%)
· una diminuzione della quota di consumatori giornalieri (dal 31% al 22,2%)
· un aumento dei consumatori occasionali (dal 38,6% al 42,3%)
· un aumento dei consumatori fuori pasto (dal 25,7% al 27,9%).
 
I cambiamenti nelle abitudini, a distanza di 10 anni, sono diffusi in tutte le fasce d’età, ma in maniera differenziata:
· tra i giovani 18-24enni e tra gli adulti 25-44enni a diminuire di più sono i consumatori giornalieri
· tra gli adulti di 45-64 anni e gli anziani over 65 aumenta principalmente il numero di consumatori occasionali e, specialmente tra le donne, il numero di consumatrici di alcol fuori pasto.
 
Resta allarmante il fenomeno del binge drinking
Il binge drinking, ossia l’assunzione di numerose unità alcoliche al di fuori dei pasti e in un breve arco di tempo, nel 2015 è stata pari a 10,8% tra gli uomini e 3,1% tra le donne di età superiore a 11 anni e identifica oltre 3.700.000 binge drinker di età superiore a 11 anni, con una frequenza che cambia a seconda del genere e della classe di età della popolazione.
 
Le percentuali di binge drinker sia di sesso maschile che femminile aumentano nell’adolescenza e raggiungono i valori massimi tra i 18-24enni (M=22,2%; F=8,6%); oltre questa fascia di età le percentuali diminuiscono nuovamente. La percentuale di binge drinker di sesso maschile è statisticamente superiore al sesso femminile in ogni classe di età ad eccezione degli adolescenti, ossia quella fascia di popolazione per la quale la percentuale dovrebbe essere zero a causa del divieto per legge della vendita e somministrazione di bevande alcoliche al di sotto della maggiore età.
 
La prevalenza dei consumatori a rischio, elaborata attraverso l’indicatore di sintesi (consumo abituale eccedentario e bingedrinking) dall’Istituto Superiore di Sanità, è stata nel 2015 del 23% per uomini e dell’9% per donne di età superiore a 11 anni, per un totale di quasi 8.500.000 individui (M=6.000.000, F=2.500.000) che nel 2015 non si sono attenuti alle indicazioni di salute pubblica.
 
Aumenta il consumo di aperitivi, amari e superalcolici
Dall’analisi del tipo di bevande consumate si conferma la tendenza già registrata negli ultimi dieci anni che vede una progressiva riduzione della quota di consumatori che bevono solo vino e birra, soprattutto fra i più giovani e le donne e un aumento della quota di chi consuma, oltre a vino e birra, anche aperitivi, amari e superalcolici, aumento che si registra nei giovani e i giovanissimi ma in misura percentuale maggiore negli adulti oltre i 44 anni e gli anziani.
 
Il consumo nelle Regioni italiane
Lo studio sui consumi alcolici nelle Regioni Italiane dimostra che il consumo di alcol nell’anno è decisamente aumentato rispetto all’anno precedente sia al Nord e sia al Centro Italia, mentre non si rilevano variazioni statisticamente significative al Sud e nelle Isole.
 
Fonte: ministero della Salute

05 Aprile 2017

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