Alzheimer. È allarme rosso. Senato approva tre mozioni

Alzheimer. È allarme rosso. Senato approva tre mozioni

Alzheimer. È allarme rosso. Senato approva tre mozioni
Oltre un milione di malati e 150.000 nuovi casi ogni anno. Costi sanitari e indotti tra i 15.000 e i 50.000 euro annui. Sono i numeri dell’Alzheimer in Italia. Chiesto al Governo più impegno sul fronte dell’assistenza, della ricerca, della formazione degli operatori sociosanitari.

Una malattia in forte aumento e dal grave impatto sociale. Queste le ragioni che hanno indotto l’Aula del Senato ad approvare tre mozioni che impegnano il Governo nella lotta all’Alzheimer e, in particolare, a promuovere da un lato,una intensa e capillare attività di monitoraggio epidemiologico della malattia per tenerne sotto controllo l’evoluzione, dall’altro a mettere in campo ogni strumento utile al sostegno e allo sviluppo della ricerca scientifica nel campo delle malattie neurodegenerative e della demenza, a formare ed aggiornare gli operatori del settore e a creare omogeneità nella rete integrata dei servizi socio-sanitario assistenziali su tutto il territorio nazionale.

Per l’Alzheimer “è allarme rosso”, osserva il senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri, relatore di uno dei provvedimenti, che osserva: “Nel nostro Paese non sono disponibili dati ufficiali e aggiornati sull'epidemiologia del morbo di Alzheimer determinando così una possibile carenza di informazioni, riferita anche alla differente incidenza territoriale della patologia e alla possibile disomogeneità  della qualità e dell' efficacia dell'offerta di prestazioni erogate da ciascuna Regione. Questa disomogeneità vada assolutamente corretta”. Dai dati contenuti nella mozione emerge ad esempio come l’Alzheimer affligga oltre un milione di pazienti  con un aumento annuale di circa 150.000 nuovi casi. Solo in Puglia sono 70mila. Sotto il profilo economico, poi, in rapporto alla evoluzione della patologia,  i costi sanitari e quelli indotti variano tra i 15.000 e i 50.000 euro annui. Peraltro, osserva il senatore, anche se oggi il morbo di Alzheimer interessa prevalentemente la popolazione anziana, “cresce il numero di pazienti in età presenile e produttiva, con preoccupanti effetti sociali e devastanti conseguenze per la sopravvivenza economica delle famiglie. E’ fondamentale, quindi, la definizione di apposite linee guida per la prevenzione, la diagnosi precoce e il trattamento terapeutico e assistenziale dei pazienti al fine di migliorare la qualità delle prestazione e uniformarne l'efficacia e l'efficienza”.
"Per la prima volta in Parlamento si è affrontato ilproblema saniotario e sociale dei malti di Alzheimer impegnando il governo su obiettivi fondamentali", ha osservato la senatrice del Pd Albertina Soliani, prima firmataria di una delle mozioni. "L'Alzheimer – ha aggiunto – è una patologia che costa, non solo sul piano sanitario ma economico e sociale. L'ampiezza del fenomeno è descritta dai dati. Secondo le previsioni della federazione Alzheimer's Disease International (ADI) si parla di 36 milioni di malati nel mondo, di cui 6 milioni in Europa e un milione in Italia. Le demenze sono destinate ad aumentare fino a raddoppiare nei prossimi vent'anni, con un incremento di 150.000 nuovi casi all'anno in Italia; 27 milioni di malati nel mondo non ricevono, né diagnosi, né cure, né informazioni, né trattamento. Una malattia che non di rado è vissuta nella solitudine e nell'abbandono e si accompagna inesorabilmente agli anni della vecchiaia. In Italia il 6-7 per cento dei malati supera i 65 anni, il 20 per cento gli 85 anni. Si vive di più e i rischi aumentano".
"Sono certa – ha concluso la senatrice Soliani – che vinceremo questa sfida se potremo contare sull'impegno delle pubbliche istituzioni e insieme sulla coscienza solidale dell'intera società italiana".

 

06 Ottobre 2011

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