Assistenza transfrontaliera. Parere favorevole dalla Commissione sanità al decreto di recepimento della direttiva Ue

Assistenza transfrontaliera. Parere favorevole dalla Commissione sanità al decreto di recepimento della direttiva Ue

Assistenza transfrontaliera. Parere favorevole dalla Commissione sanità al decreto di recepimento della direttiva Ue
Informare i cittadini dei diritti introdotti dalla direttiva Ue, rimborsare i disabili delle spese di viaggio e di alloggio, il Ministero riferisca periodicamente in Parlamento sullo stato di attuazione della direttiva. Queste alcune condizioni poste dalla Commissione Sanità del Senato sul Dlg che recepisce la direttiva Ue. IL PARERE.

A larghissima maggioranza e quasi sul fil di lana, considerata la scadenza fissata al 4 marzo, la commissione Igiene e Sanità del Senato ha espresso parere positivo seppur con osservazioni e condizioni allo schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva europea sull'assistenza sanitaria transfrontaliera.
 
Uno schema che insiste molto sul fronte dei diritti e proprio sui diritti dei pazienti si sono concentrate le osservazioni e le condizioni poste dalla Commissione Sanità nel parere positivo.
 
In particolare i senatori chiedono al governo “la previsione di adeguate misure che tengano conto della circostanza che la cartella clinica informatizzata non risulta ancora a regime in alcune aree del Paese”. Chiedono all’esecutivo adeguate “campagne di informazione in ordine ai diritti introdotti dalla direttiva” e di individuare “con riferimento agli assistiti disabili, di meccanismi di rimborso delle spese di viaggio e di alloggio sostenute per usufruire delle cure e dell’assistenza negli altri Stati membri della Ue”.
 
Per quanto riguarda invece le condizioni i componenti la XII Commissione auspicano che il Governo introduca “una disposizione finale che preveda l’adozione di linee guida interpretative, o di atti analoghi, finalizzati ad assicurare l’omogeneità dell’applicazione del decreto legislativo sul territorio nazionale, soprattutto con riguardo alle garanzie e ai mezzi di tutela del paziente, nonché a chiarire in quali casi si applichi la direttiva illustrando la differenza dei regimi rispettivamente previsti, con particolare riferimento alla situazione degli italiani residenti all’estero”.
 
Altra condizione “suggerita” il monitoraggio sull’applicazione del decreto legislativo “sia svolto anche mediante audizioni o consultazioni periodiche, da parte del ministero della salute, di Associazioni di cittadini e di pazienti”. Obiettivo adottare eventuali interventi correttivi o migliorativi. In più si chiede che il Ministro della salute fornisca “periodicamente una informativa alle competenti Commissioni parlamentari in ordine allo stato di attuazione del decreto legislativo che recepisce la direttiva 2011/24/UE”. 

30 Gennaio 2014

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