Biobanche. Idv contro finanziamento pubblico del “Regina Elena”

Biobanche. Idv contro finanziamento pubblico del “Regina Elena”

Biobanche. Idv contro finanziamento pubblico del “Regina Elena”
Il responsabile sanità dell’Italia dei Valori, Antonio Palagiano, ha depositato un’interrogazione al ministro della Salute per chiedere chiarimenti sul finanziamento, da parte del ministero, della banca del tessuto ovarico istituita presso il “Regina Elena” di Roma. “Dimenticando gli incredibili tagli alla sanità appena effettuati”, il ministero della Sanità “ha inventato un improbabile interesse collettivo” e l’ha “finanziato profumatamente”.

“Dimenticando, forse, gli incredibili tagli alla sanità appena effettuati, il tanto bistrattato e sottofinanziato ministero della Sanità, con la solita logica di favorire gli amici, o gli amici degli amici, ha inventato, per un improbabile interesse collettivo, una banca per il tessuto ovarico – finanziata profumatamente con alcune centinaia di migliaia di euro – per mascherare specifici appetiti personali”. Così Antonio Palagiano, responsabile sanità dell’Italia dei Valori, annuncia di aver depositato un’interrogazione al ministro della Salute riguardo alla bio-banca del tessuto ovarico istituita lo scorso 19 aprile presso il Polo Oncologico “Regina Elena” di Roma.
“Siamo davanti all'ennesimo caso tipico di questo Governo in cui tutto si muove per favorire pochi, senza considerare le priorità dei cittadini italiani”, afferma Palagiano aggiungendo che “la preservazione della fertilità nelle pazienti oncologiche è, a tutt'oggi, solo un auspicio poiché il mondo scientifico ancora s'interroga se crioconservare gli ovociti o strisce di tessuto ovarico piuttosto che l'intera gonade femminile. Per queste ragioni sono solo 9 i bambini nati nel mondo con una tecnica, di fatto, ancora in fase sperimentale”.
Inoltre, per il responsabile sanità dell’Italia dei Valori “spendere soldi pubblici in una struttura oncologica che non dispone di un centro di Pma é ancora più assurdo, poiché sarà necessario reclutare e quindi assumere personale dedicato a questa metodica, oltre che adeguare le attrezzature a disposizione. Senza considerare gli effetti psicologici sulle pazienti guarite dal cancro che dovranno recarsi nuovamente in una struttura oncologica per affrontare un percorso dall'esito ancora più incerto di quello che hanno appena superato. Non ci siamo proprio – conclude Palagiano – è evidente che per questo Ministero la salute dei cittadini è proprio l'ultima delle preoccupazioni”.
 

28 Aprile 2011

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