Biotestamento: Roccella, opposizione ammetta che vuole eutanasia

Biotestamento: Roccella, opposizione ammetta che vuole eutanasia

Biotestamento: Roccella, opposizione ammetta che vuole eutanasia
Il sottosegretario torna a parlare della legge sul fine vita: le opposizioni vogliono “affermare la morte come diritto e come servizio offerto dalla sanità pubblica”. Stamattina saranno in piazza Montecitorio, per un sit-in contro il Ddl Calabrò, l’Associazione Luca Coscioni, i Radicali italiani e altre 9 associazioni; mentre nel pomeriggio la Cgil – FpCgil farà un sit-in in camice bianco contro la legge e a sostegno della campagna “Io non costringo, curo”. 

“Siamo ormai abituati agli attacchi alla legge sul fine vita – afferma in una nota il sottosegretario Eugenia Roccella – che si sono ripetuti puntualmente a ogni passaggio parlamentare del progetto di legge, e su tutte le sue diverse stesure”. Nonostante “il testo sia cambiato in modo significativo più volte – spiega la Roccella –, l’opposizione ha ripetuto sempre le stesse accuse, con identica aggressività. La verità è che qualunque legge sul fine vita che alzi una barriera contro l’eutanasia viene accusata di ledere la libertà di scelta individuale”. “Ma allora – è l’accusa del sottosegretario alle opposizioni – si ammetta esplicitamente che si vuole affermare la morte come diritto e come servizio offerto dalla sanità pubblica, annullando il rapporto di fiducia tra medico e paziente e stravolgendo il compito su cui è nato il Servizio sanitario nazionale, cioè la tutela della vita e della salute dei cittadini”. “In realtà – conclude la Roccella – con questa legge per la prima volta il principio liberale del consenso informato diventa norma, escludendo definitivamente la possibilità per il medico di applicare terapie che il paziente non desidera.”
 
A queste parole, anche se non direttamente, rispondono con due manifestazioni distinte separate, davanti la Camera dei Deputati, perchè distinti e separati sono gli obiettivi da un lato i radicali, unica forza politica apertamente favorevole all’eutanasia, e dall’altro la Cgil medici.
 
I primi saranno in piazza questa mattina per un “sit-in nonviolento” guidato dall’Associazione Luca Coscioni e dai Radicali italiani, insieme con altre nove associazioni (tra cui A Buon Diritto Onlus, Anticlericale.Net, Certi Diritti, Cittadinanzattiva e Nessuno tocchi Caino), contro il Ddl Calabrò “per fermare la legge contro il testamento biologico” poichè – dicono “mentre in Italia ci si accinge a rendere obbligatorie la nutrizione e l’idratazione artificiali – imponendo così a chi vorrebbe essere lasciato morire una forma di tortura di Stato – nel cantone di Zurigo in Svizzera sono stati bocciati ieri due referendum che miravano rispettivamente a punire penalmente il suicidio assistito (ammesso da decenni in Svizzera) ed a vietare la possibilità di eutanasia per i malati provenienti dall’estero”.
 
I radicali poi ricordano come “in Germania la Chiesa Cattolica e quella protestante hanno raccolto milioni di firme su un testo comune di testamento biologico; in Gran Bretagna, i giudici sistematicamente assolvono i congiunti dei malati che vanno in Olanda o in Belgio per ottenere l’eutanasia; in Francia, la legge sull’eutanasia é stata dibattuta in Parlamento senza che nessuno definisse “assassini” i loro presentarori socialisti”.
 
“L’approvazione di questa legge sul testamento biologico – è la conclusione dei radicali –confermerebbe la “diversità” dell’Italia in Europa e la sua arretratezza nel campo dei diritti civili”.  Dalle ore 15 invece sempre a piazza Montecitorio, in contemporanea con il  vota della Camera sul Ddl Calabrò, si terrà un secondo sit-in questa volta indetto dalla Cgil – FpCgil a sostegno della campagna “Io non costringo, curo”. “La manifestazione – spiegano gli organizzatori – è stata indetta per dire no ad una legge che impone ai medici di non rispettare le volontà dei cittadini e il codice deontologico e che mortifica la professionalità degli operatori sanitari trasformando per legge idratazione e nutrizione artificiale in pane e acqua”.
 
Il sit-in dei camici bianchi sarà quindi l’occasione per continuare a raccogliere ulteriori adesioni per l’appello dei medici e degli operatori sanitari per la libertà di scelta sul testamento biologico e contro l’accanimento terapeutico, con primi firmatari Ignazio Marino, Umberto Veronesi e Amato De Monte, promosso dalla Fp-Cgil e dalla Fp-Cgil Medici. 

18 Maggio 2011

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