Carcere fino a 2 anni e 100mila euro di multa per chi promuove diete che possono causare anoressia e bulimia. Il ddl all’esame del Senato 

Carcere fino a 2 anni e 100mila euro di multa per chi promuove diete che possono causare anoressia e bulimia. Il ddl all’esame del Senato 

Carcere fino a 2 anni e 100mila euro di multa per chi promuove diete che possono causare anoressia e bulimia. Il ddl all’esame del Senato 
Lo prevede un disegno di legge a prima firma Maria Rizzotti (FI) ed è una delle due proposte legislative sul tema adottato come testo base all'esame della Commissione Sanità del Senato. Nel testo si prevedono, inoltre, disposizioni sull'utilizzo dell'immagine femminile per campagne pubblicitarie e le sanzioni a carico delle agenzie di moda e pubblicitarie che si avvalgono di modelle che non presentano certificato medico o il cui certificato medico attesta che sono in uno stato di massa corporea di grave magrezza o di forte sottopeso. IL TESTO

"Il legislatore dovrebbe limitarsi a licenziare in tempi rapidi un provvedimento mirato e asciutto, idoneo a prevenire e contrastare un fenomeno inquietante, sempre più diffuso. L'auspicio è che si possa pervenire ad una approvazione del provvedimento, se possibile entro il prossimo 15 marzo giornata del 'fiocco lilla', dedicata appunto ai disturbi del comportamento alimentare".
 
Questo l'obiettivo auspicato ieri da Maria Rizzotti (FI), prima firmataria di uno dei due disegni di legge in tema di "Introduzione dell'articolo 580-bis del codice penale, concernente il reato di istigazione al ricorso a pratiche alimentari idonee a provocare l'anoressia o la bulimia, nonché disposizioni in materia di prevenzione e di cura di tali patologie e degli altri disturbi del comportamento alimentare", attualmente all'esame della Commissione Sanità del Senato.
 
L'altro disegno di legge è invece stato presentato dal PD (n. 903, prima firmataria Caterina Bini) ed in gran parte simile a quello di Forza Italia ma non contiene una specifica disposizione penale per il contrasto delle condotte di istigazione all'anoressia e alla bulimia, né un articolo ad hoc in tema di diagnosi precoce e prevenzione.
 
In ogni caso la Commissione Sanità ha deciso unanimamente di adottare il tetso Rizzotti come testo base.
 
Nel dettaglio, ricordiamo, il provvedimento si compone di sei articoli.

L'articolo 1 definisce l'anoressia, la bulimia e le altre patologie inerenti i disturbi gravi del comportamento alimentare, l'ortoressia e la vigoressia, come malattie sociali, oltre a definirle nello specifico.

L'articolo 2 introduce nel codice penale il reato di istigazione al ricorso a pratiche alimentari idonee a provocare l'anoressia o la bulimia. Più in particolare, si prevede per chiunque, con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, determini o rafforzi l'altrui proposito di ricorrere a pratiche di restrizione alimentare prolungata, idonee a procurare l'anoressia o la bulimia, e ne agevola l'esecuzione venga punito con la reclusione fino a un anno e la sanzione amministrativa da euro 10.000 a euro 50.000. Se il reato viene però commesso nei confronti di una persona in minorata difesa, o su di una persona minore 14 anni o ancora su di una persona priva della capacità di intendere e di volere, si prevede l'applicazione della pena della reclusione fino a due anni e la sanzione amministrativa da euro 20.000 a euro 100.000
 
L'articolo 3 istituisce un piano di interventi ad opera dello Stato, che si avvale del Servizio sanitario nazionale, nonché delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, allo scopo di prevenire e curare le malattie sociali. Inoltre, la Polizia postale e delle comunicazioni provvede al monitoraggio dei siti che riportano notizie che diffondono, tra i minori, messaggi suscettibili di rappresentare, per il loro contenuto, un concreto pericolo di istigazione al ricorso a pratiche di restrizione alimentare prolungata, idonee a provocare e diffondere le patologie alimentari.

L'articolo 4 prevede che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano indichino alle strutture sanitarie e alle aziende sanitarie locali gli interventi più idonei ai fini della diagnosi precoce e della prevenzione delle complicanze delle malattie sociali.

L'articolo 5 prevede l'istituzione della Giornata nazionale contro i disturbi del comportamento alimentare.

L'articolo 6 reca disposizioni sull'utilizzo professionale dell'immagine femminile per campagne pubblicitarie e le sanzioni a carico delle agenzie di moda e pubblicitarie che si avvalgono di modelle che non presentano certificato medico o il cui certificato medico attesta che sono in uno stato di massa corporea di grave magrezza o di forte sottopeso.

L'articolo 7 stabilisce che il Ministro della salute svolga una relazione annuale alle Camere di aggiornamento sullo stato delle conoscenze e delle nuove acquisizioni scientifiche sulle malattie sociali.

L'articolo 8, infine, reca una norma di copertura finanziaria, per una spesa valutata in 20 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2018.
 
Giovanni Rodriquez

06 Febbraio 2019

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