Carenza personale pronto soccorso. Schillaci: “Causata da scarsa attrattività della specialistica, lavoriamo per un’adeguata remunerazione”

Carenza personale pronto soccorso. Schillaci: “Causata da scarsa attrattività della specialistica, lavoriamo per un’adeguata remunerazione”

Carenza personale pronto soccorso. Schillaci: “Causata da scarsa attrattività della specialistica, lavoriamo per un’adeguata remunerazione”
"Abbiamo proposto di incrementare l'importo della parte fissa del contratto di formazione medico specialistica nella medesima misura per tutte le specializzazioni e l'importo della parte variabile per le specializzazioni caratterizzate da minore attrattività. Per incentivare l'attrattività della professione è stata poi avanzata un'ulteriore proposta di ridurre l'aliquota Irpef applicabile all'indennità di specificità medica". Così rispondendo alla Camera all'interrogazione di Romano (Nm).

Sulla carenza di personale in pronto soccorso, “la vera criticità non è tanto rappresentata dalla carenza dei contratti di formazione finanziati, quanto dalla scarsa attrattività di alcuni di questi, legati alle condizioni di lavoro che si manifestano nella scelta del percorso post lauream. Al riguardo, rappresento che il Ministero della Salute sta lavorando assiduamente per risolvere il problema, con particolare riferimento alla scarsa attrattività delle scuole di cui abbiamo parlato, attraverso proposte normative che consentono un’adeguata remunerazione, compatibile con le risorse finanziarie che saranno messe a disposizione dal Ministero dell’Economia e delle finanze in questa legge di bilancio.”

Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, rispondendo in aula alla Camera all’interrogazione sul tema presentata da Francesco Saverio Romano (Nm).

Di seguito la risposta integrale del ministro Schillaci.

“Grazie, Presidente. Ringrazio gli interroganti per i quesiti posti. Posso, quindi, aggiornare quanto già illustrato in quest’Aula riguardo alle misure adottate per contrastare la problematica dell’allontanamento dei giovani dalle specializzazioni emergenziali, dovuta alla poca attrattività della professione. I dati sono già stati riportati correttamente dall’interrogante per quanto concerne la chirurgia generale, l’emergenza urgenza, l’anestesia e la rianimazione. Tengo, però, a sottolineare che ci sono anche altre specialità, quali la medicina di comunità e cure primarie, la radioterapia, la farmacologia e tossicologia, che hanno scarsa attrattività, con una percentuale di posti coperti rispetto agli assegnati non superiore al 15 per cento.

Come è noto, la vera criticità non è tanto rappresentata dalla carenza dei contratti di formazione finanziati, quanto dalla scarsa attrattività di alcuni di questi, legati alle condizioni di lavoro che si manifestano nella scelta del percorso post lauream. Al riguardo, rappresento che il Ministero della Salute sta lavorando assiduamente per risolvere il problema, con particolare riferimento alla scarsa attrattività delle scuole di cui abbiamo parlato, attraverso proposte normative che consentono un’adeguata remunerazione, compatibile con le risorse finanziarie che saranno messe a disposizione dal Ministero dell’Economia e delle finanze in questa legge di bilancio.

In particolare, abbiamo proposto di incrementare l’importo della parte fissa del contratto di formazione medico specialistica nella medesima misura per tutte le specializzazioni e l’importo della parte variabile per le specializzazioni caratterizzate da minore attrattività. Per incentivare l’attrattività della professione è stata poi avanzata un’ulteriore proposta di ridurre l’aliquota fiscale Irpef applicabile all’indennità di specificità medica. Per la problematica relativa all’aumento degli accessi al pronto soccorso, dobbiamo rappresentare che è in fase di attuazione la riorganizzazione della medicina territoriale con i fondi del PNRR, che ha previsto un forte investimento volto a rafforzare le prestazioni erogate sul territorio con il rafforzamento dell’assistenza domiciliare e lo sviluppo della telemedicina.

Per quanto concerne, infine, le misure volte a contrastare i reiterati episodi di aggressività nei confronti del personale sanitario, ricordo che nell’attuale ordinamento giuridico sono già in vigore numerosi strumenti atti a fronteggiare il fenomeno. In particolare, da ultimo, il recente decreto-legge del 1° ottobre 2024 ha rafforzato il sistema sanzionatorio, ha previsto un aggravio di pena con la reclusione da uno a cinque anni, ma soprattutto c’è una rilevante novità che riguarda l’introduzione dell’arresto in flagranza differita nei casi in cui, a seguito di aggressione nei confronti di personale sanitario, non è stato possibile procedere immediatamente all’arresto”.

16 Ottobre 2024

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