Chirurgia della mano. Ecco cosa prevede l’accordo sancito in Stato Regioni per la nuova rete nazionale

Chirurgia della mano. Ecco cosa prevede l’accordo sancito in Stato Regioni per la nuova rete nazionale

Chirurgia della mano. Ecco cosa prevede l’accordo sancito in Stato Regioni per la nuova rete nazionale
Il sistema dovrebbe realizzarsi attraverso l’integrazione dei centri ad ‘alta complessità specialistica’ con quelli a ‘bassa complessità’ secondo il modello Hub&spoke. Il documento sul quale Governo e Regioni hanno sancito l'intesa mercoledì scorso definisce inoltre gli aspetti organizzativi e le criticità della nuova rete organizzativa. IL TESTO

Via libera in Conferenza Stato-Regioni mercoledì scorso al documento programmatico per la definizione della rete nazionale. Il documento, elaborato dal tavolo tecnico istituito presso il Ministero della Salute, si propone l’obiettivo di implementare un sistema della rete di traumi della mano nelle diverse regioni, garantendo un uniforme e corretto intervento su tutto il territorio nazionale.
 
Il sistema dovrebbe realizzarsi attraverso l’integrazione dei centri ad ‘alta complessità specialistica’ con quelli a ‘bassa complessità’ secondo il modello Hub&spoke. In questa visione le casistiche più complesse vengono dirottate in un numero limitato di centri Hub fortemente integrati con i centri periferici spoke. Il documento inoltre definisce gli aspetti organizzativi e le criticità della nuova rete organizzativa.
 
“Accogliamo con grande soddisfazione e piacere l’Accordo sancito in Conferenza Stato Regioni e Provincie Autonome sul Documento programmatico per percorsi della rete di emergenza-urgenza in chirurgia della mano.  E' un percorso che nasce da lontano, con la prima organizzazione della Rete in Centri di Riferimento secondo il modello Hub and Spoke definita nel 2001, a seguito del riconoscimento dell’alta complessità della Chirurgia della Mano e Microchirurgia, unita all'altrettanto elevata incidenza traumatologica nella materia” evidenziano Alberto, Lazzerini, Presidente S.I.C.M. e Andrea Leti Acciaro, Coordinatore Commissione Rapporti Istituzionali S.I.C.M. e componente del Gruppo di Lavoro Ministeriale.
 
“Con questo strumento – proseguono –  l'Italia e le Regioni si dotano di un piano che le mette all'avanguardia nei modelli europei ed internazionali attivi in materia di chirurgia della mano e microchirurgia. E', in tal senso, il primo accordo formalizzato e che affronta con completezza e chiarezza il percorso nel definire a 360° l'intero panorama assistenziale sui PDTA (percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali), sulla Rete Organizzativa nazionale, fino ai piani di Formazione universitari e di Prevenzione. A tal fine è stato strategico mettere in campo una sinergia di grande efficacia tra gli enti Istituzionali e tecnico-amministrativi ministeriali e regionali ed i professionisti della Società Italiana di Chirurgia della Mano. Alla necessità di superare, con l'aiuto dell'Accordo Istituzionale, le forti disomogeneità all'interno del territorio nazionale è stata unita l'ambizione di promuovere l'efficacia ed efficienza delle cure e delle competenze con specifici piani di formazione tecnico-professionale”.

“La sfida è dare una forte e organica risposta all'attuale parziale completezza della Rete dell'Emergenza-Urgenza Mano e Microchirurgica, standardizzare i PDTA su tutto il territorio nazionale, ma anche puntare ad un sistema di Governo Clinico che sensibilizzi tutti gli attori coinvolti per poter successivamente indurre un impulso al miglioramento e puntare all'innovazione”, concludono.

11 Febbraio 2022

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