Contratti: sbloccata parte dei fondi per i rinnovi. Le quote ulteriori nei prossimi documenti di bilancio. Il Dpcm in Gazzetta Ufficiale

Contratti: sbloccata parte dei fondi per i rinnovi. Le quote ulteriori nei prossimi documenti di bilancio. Il Dpcm in Gazzetta Ufficiale

Contratti: sbloccata parte dei fondi per i rinnovi. Le quote ulteriori nei prossimi documenti di bilancio. Il Dpcm in Gazzetta Ufficiale
Il Dpcm 27 febbraio 2017, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30 marzo sblocca parte - circa la metà - delle risorse destinate alla riapretura dei contratti del Pubblico impiego. Le altre quote, come da accordi Governo-Sindacati, saranno previste nei prossimi documenti di bilancio. IL DECRETO.

Si sbloccano i fondi per i rinnovi dei contratti. Ancora non tutti per raggiungere gli 85 euro medi mensili di aumento per ogni dipendente del Pubblico impiego, ma quelli comunque sufficienti ad aprire la partita dei rinnovi ferma da sette anni.
 
Lo sblocco arriva con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 75 del 30 marzo del decreto del presidente del Consiglio dei ministri 27 febbraio 2017 “Ripartizione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 365, della legge 11 dicembre 2016, n. 232. (Legge di bilancio 2017)”.
Si tratta, come spiega il decreto, di 600 milioni di euro per il 2017 e 900 milioni a decorrere dal 2018 “quali oneri aggiunti ai 300 milioni stanziati con la legge di Bilancio 2016”; 119,12 milioni di euro per il 2017 e 153,24 milioni dal 2018da destinare ai vigili del fuoco, alle agenzie, incluse le agenzie fiscali, all’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, agli enti pubblici non economici e a quelli in generale previsti dal Dlgs 165/2001.
 
Ci sono poi 760 milioni nel 2017 e 875 milioni dal 2018 per i finanziamento della proroga, dal 1° gennaio 2017 e fino all'attuazione della delega sulla revisione dei ruoli delle Forze di polizia, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e delle Forze armate; copertura degli oneri per la piena attuazione dei provvedimenti di delega sulla revisione dei ruoli, in aggiunta alle risorse già previste; copertura degli oneri indiretti derivanti dai decreti legislativi attuativi della delega sulla revisione dei ruoli.
Le risorse che non serviranno a questo scopo sono destinate alla contrattazione collettiva del pubblico impiego.
 
Il decreto ripartisce anche gli oneri previsti dalla legge di bilancio 2016 a carico del bilancio dello Stato per per la contrattazione collettiva relativa al triennio 2016-2018 e per i miglioramenti economici del personale dipendente dalle amministrazioni statali in regime di diritto pubblico. Sono, complessivamente, 300 milioni per il 2016,  900 per il 2017 e 1.200 milioni a decorrere dal 2018, comprensivi degli oneri contributivi per la previdenza e dell'Irap.
 
Questi importi, spiega il decreto, corrispondono, rispettivamente, allo 0,36%, all'1,09% e all'1,45% del «monte salari» utile ai fini contrattuali determinato sulla base dei dati del conto annuale 2015”.
Nelle premesse il Dpcm ricorda anche che “le risorse per gli incrementi retributivi per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali delle amministrazioni regionali,locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale sono definite dal Governo, nel rispetto dei vincoli di bilancio, del patto di stabilità e di analoghi strumenti di contenimento della spesa, previa consultazione con le rispettive rappresentanze istituzionali del sistema delle autonomie".
 
In sostanza quindi si tratta della prima metà circa delle risorse necessarie per arrivare a mettere nelle buste paga 85 euro in più medi mensili e, come concordato da governo e sindacati, le ulteriori risorse dovrebbero arrivare a breve con i prossimi documenti di Bilancio.

01 Aprile 2017

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