Covid. Stretta Ue su export verso Paesi da cui non arrivano dosi. Concordate pratiche accelerate per vaccini efficaci contro le varianti

Covid. Stretta Ue su export verso Paesi da cui non arrivano dosi. Concordate pratiche accelerate per vaccini efficaci contro le varianti

Covid. Stretta Ue su export verso Paesi da cui non arrivano dosi. Concordate pratiche accelerate per vaccini efficaci contro le varianti
Due i criteri alla base del nuovo meccanismo adottato: reciprocità e proporzionalità. E cioè se il paese di destinazione, che ha una grande capacità di produzione, limita le proprie esportazioni di vaccini o sostanze verso l'Europa, si potrà "considerare se le esportazioni verso questo paese siano giustificate". Si dovrà inoltre valutare se le "condizioni prevalenti" nel Paese di destinazione sono migliori o peggiori di quelle dell'Ue, in particolare per quanto concerne la situazione epidemiologica, il tasso di vaccinazioni e l'accesso ai vaccini.

La Commissione Europea rivede il meccanismo di monitoraggio delle esportazioni di vaccini contro il Covid. Il nuovo regolamento presentato oggi in conferenza stampa introduce delle modifiche al meccanismo esistente.
 
"Come sapete, il meccanismo è stato introdotto il 30 gennaio 2021 ed è stato recentemente prorogato fino al 30 giugno, con ampio sostegno degli Stati membri dell'UE – ha spiegato Valdis Dombrovskis, Commissario europeo per gli affari economici e monetari -. Il sistema ha introdotto la trasparenza tanto necessaria in relazione alle consegne di vaccini nell'UE. Abbiamo utilizzato questo meccanismo in modo equilibrato. Abbiamo autorizzato le esportazioni sulla base del fatto che non minacciavano gli impegni assunti dalle aziende farmaceutiche nell'ambito dei loro accordi di acquisto anticipato. Su 381 richieste, 380 sono state approvate. Una sola richiesta di autorizzazione all'esportazione non è stata accolta, poiché avrebbe compromesso gli impegni di AstraZeneca. Ricordo che AstraZeneca ha rispettato solo una piccola parte degli impegni contrattuali concordati".
 
"L'UE è l'unico produttore Ocse che continua a esportare vaccini in paesi che hanno capacità di produzione proprie. Ma quando questi paesi non esportano nell'UE, non c'è reciprocità", ha aggiunto.
 
E proprio quello della "reciprocità" sarà il primo dei criteri che l'UE valuterà. E cioè se il paese di destinazione, che ha una grande capacità di produzione, limita le proprie esportazioni di vaccini o sostanze verso l'Europa – per legge o con altri mezzi – si potrà "considerare se le esportazioni verso questo paese siano giustificate".
 
L'altro riguarda invece la "proporzionalità". Cioè si dovrà valutare se le "condizioni prevalenti" nel Paese di destinazione sono migliori o peggiori di quelle dell'Ue, in particolare per quanto concerne la situazione epidemiologica, il tasso di vaccinazioni e l'accesso ai vaccini. "L'UE deve ancora affrontare una situazione epidemiologica molto grave e continua ad esportare in modo significativo verso paesi la cui situazione epidemiologica è meno grave della nostra o la cui diffusione della vaccinazione è più avanzata della nostra", ha spiegato Dombrovskis.
 
Gli Stati membri e la Commissione dovranno valutare se le esportazioni richieste "non costituiscano una minaccia alla sicurezza delle forniture dei vaccini e dei loro componenti all'Ue". Inoltre, per avere il quadro completo del commercio dei vaccini, vengono inclusi nel monitoraggio 17 Paesi più o meno prossimi, precedentemente esclusi dal meccanismo.
 
Si tratta di Albania, Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Bosnia Erzegovina, Georgia, Israele, Giordania, Islanda, Libano, Libia, Liechtenstein, Montenegro, Norvegia, Nord Macedonia, Serbia e Svizzera. Con quest'ultimo ci sono intensi scambi in ambito vaccinale, dato che Moderna si approvvigiona da un'azienda elvetica, quindi la Confederazione è un esempio di "reciprocità", nota una fonte Ue.
 
Restano escluse dal monitoraggio delle esportazioni le forniture per aiuti umanitari o destinati a 92 Paesi a reddito medio e basso, inclusi nella lista di Covax, lo strumento ad hoc per la fornitura di vaccini anti-Covid alle nazioni che avrebbero più difficoltà a procurarseli. 
 
"L'adozione del meccanismo di autorizzazione all'export delle dosi di vaccino arriva in un momento in cui la situazione epidemiologica nell'Ue è allarmante. In molti Stati membri i numeri della pandemia stanno aumentando", ha chiarito la commissaria Ue, Stella Kyriakides.
 
L'Unione europea intende inoltre accelerare le pratiche per avere nuovi vaccini "adattati" in modo da rispondere alle varianti del Covid-19 anche nel lungo termine. A spiegarlo la stessa Kyriakides nel suo intervento al termine del Collegio dei commissari sul meccanismo per l'esportazione dei vaccini anti Covid-19.
 
"Dobbiamo sempre essere pronti ed anche capaci di anticipare. La situazione è preoccupante, in quanto abbiamo assistito ad un aumento delle varianti nelle scorse settimane", ha detto Kyriakides, spiegando che quella britannica è la variante dominante nei Paesi dell'Ue ma sono presenti anche quella brasiliana e sud africana. La commissaria ha evidenziato che in 19 Paesi membri dell'Ue si assiste ad un aumento dei nuovi casi di Covid, in 15 vi è un aumento dei ricoveri ed in otto sono in crescita anche i decessi. "Possiamo aspettarci un ulteriore aumento dei nuovi casi nelle prossime settimane", ha dichiarato la commissaria Ue, secondo cui gli ulteriori sacrifici richiesti ai cittadini vanno di pari passo alla necessità di garantire il più ampio accesso possibile ai vaccini.
 
Infine, in un passaggio sulle notizie odierne riguardanti la possibile presenza di 29 milioni di dosi del vaccino di AstraZeneca ferme nello stabilimento della Catalent di Anagni, di cui aveva parlato questa mattina La Stampa, Dombrovskis ha commentato: "Sta alla compagnia chiarire quali intenzioni ha. Da parte nostra, possiamo dire che AstraZeneca è molto lontana dal rispettare gli impegni previsti nel contratto".


 


Giovanni Rodriquez

24 Marzo 2021

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