Covid. Sul certificato digitale Ue la ‘palla’ passa ora agli Stati membri

Covid. Sul certificato digitale Ue la ‘palla’ passa ora agli Stati membri

Covid. Sul certificato digitale Ue la ‘palla’ passa ora agli Stati membri
Gli eurodeputati lanciano l’appello ai paesi dell’UE affinché lo mettano in pratica entro il 1° luglio. Il certificato ha l'obiettivo di facilitare gli spostamenti durante la pandemia e indicherà se il suo possessore: è stato vaccinato, ha effettuato recentemente un test di esito negativo o è guarito dal coronavirus negli ultimi 6 mesi. Il sistema per metterlo in pratica è già in funzione con 23 paesi tecnicamente pronti a partire e altri 9 che già emettono e controllano almeno un tipo di certificato. Atteso stasera il pronunciamento del Parlamento Ue.

Gli eurodeputati guardano al certificato come a uno strumento per ripristinare la libera circolazione e lanciano l’appello ai paesi dell’UE affinché lo mettano in pratica entro il 1° luglio. Il certificato ha l'obiettivo di facilitare gli spostamenti durante la pandemia e indicherà se il suo possessore: è stato vaccinato, ha effettuato recentemente un test di esito negativo o è guarito dal coronavirus negli ultimi 6 mesi.

Il sistema per metterlo in pratica è già in funzione con 23 paesi tecnicamente pronti a partire e altri 9 che già emettono e controllano almeno un tipo di certificato.
 
Nel dibattito odierno in plenaria, il relatore Juan Fernando López Aguilar (S&D, ES) ha sottolineato come la libertà di circolazione sia estremamente importante per i cittadini dell'UE e come i negoziati sul certificato Covid "siano stati conclusi in tempi record. Vogliamo mandare il messaggio ai cittadini europei, che stiamo facendo tutto il possibile per ripristinare la libertà di circolazione".

Il commissario europeo, Didier Reynders, ha dichiarato: "Il certificato sarà gratuito, verrà emesso da tutti gli Stati membri e dovrà essere accettato in tutta Europa. Contribuirà alla graduale revoca delle restrizioni".
 
L'applicazione delle regole negli Stati membri
Il certificato è "il primo passo verso l'eliminazione delle restrizioni e questo costituisce una buona notizia per molti cittadini europei, ad esempio per coloro che devono viaggiare per lavoro, o per le famiglie che vivono in zone frontaliere e per il turismo", ha affermato Birgit Sippel (S&D, DE). La deputata ha sottolineato inoltre come adesso spetti ai paesi dell'UE di procedere con l’armonizzazione delle normative sui viaggi.

"I cittadini dell'Unione europea si aspettano giustamente, di poter utilizzare questo sistema entro l'inizio dell’estate e gli Stati membri devono renderlo possibile", ha affermato Jeroen Lenaers (EPP, NL). Il deputato ha evidenziato come questo non si traduca solo nella realizzazione del certificato in termini tecnici, ma significhi molto di più: "I cittadini europei hanno bisogno […] di coordinamento e prevedibilità alle nostre frontiere interne".

Sophia in 't Veld (Renew, NL) ha invitato gli Stati membri a garantire la riapertura dell'UE. “Gli europei vogliono disperatamente ritrovare la loro libertà. Penso che sia necessario ricordare che a privare del diritto alla libera circolazione in Europa non sia stato il virus, quanto piuttosto il dedalo di normative nazionali”.
 
Rispettare i diritti dei cittadini
 
Cornelia Ernst (The Left, DE) ha sottolineato come Parlamento e Commissione siano stati i principali difensori dei diritti dei cittadini durante i negoziati: "Dobbiamo difendere le libertà di ognuno, non solo dei vacanzieri", ha dichiarato.

Tineke Strik (Greens/EFA, NL) ha insistito sull'importanza della non-discriminazione e della protezione dati, affermando che il certificato rispetta pienamente tali requisiti. “Gli Stati membri devono adottare questo nuovo sistema armonizzato e metterlo in pratica, i deputati veglieranno sull'assenza di discriminazioni”.

Joachim Stanisław Brudziński (ECR, PL) ha dichiarato come il certificato "debba facilitare la libera circolazione, senza essere una condizione per essa". Le persone che non sono state vaccinate devono avere comunque il diritto di spostarsi in Europa, attraverso restrizioni quali test, autoisolamento o quarantena. Ha sottolineato inoltre come "questo regolamento non debba essere percepito come un obbligo alla vaccinazione".

Christine Anderson (ID, DE) ha manifestato dubbi sulle possibilità per il certificato di poter ripristinare la libertà di circolazione nel rispetto dei diritti individuali. La deputata ha espresso la sua perplessità riguardo al possibile obbligo di vaccinazione per i cittadini. Questo rischia di condurre alla necessità di avere "un certificato per dimostrare che si dispone dei diritti". “Che non diventi una maniera indiretta per esigere la vaccinazione”, ha dichiarato.

Stasera il Parlamento sarà chiamato a pronunciarsi sul Certificato Covid Digitale UE.

08 Giugno 2021

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