Ddl Antiviolenza. Fnopo: “Riconoscere gli operatori sanitari come pubblico ufficiale”

Ddl Antiviolenza. Fnopo: “Riconoscere gli operatori sanitari come pubblico ufficiale”

Ddl Antiviolenza. Fnopo: “Riconoscere gli operatori sanitari come pubblico ufficiale”
Commentano così i vertici della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica il Ddl contro la violenza agli operatori sanitari. “È un buon segnale e un punto di partenza importante. Tuttavia crediamo che possa, e debba, essere migliorato”.

“Troppo spesso le sale parto, i consultori, i pronto soccorso ostetrico-ginecologici e il servizio prenotazione per l’interruzione volontaria di gravidanza rischiano di diventare luoghi in cui si consumano azioni violente o di minacce nei confronti della Categoria ostetrica da parte di assistite o di loro familiari – affermano le componenti del Comitato centrale della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Ostetrica –. Per tale motivo, come rappresentanti delle 22mila ostetriche italiane, riteniamo che il Ddl antiviolenza sugli operatori sanitari, di recente approvazione, sia un buon segnale e un punto di partenza importante. Tuttavia crediamo che possa, e debba, essere migliorato per la tutela della salute e della incolumità dei lavoratori con integrazioni che vadano oltre la repressione puntando alla prevenzione del fenomeno che ha assunto ormai livelli preoccupanti. Per raggiungere tale obiettivo, uno strumento utile potrebbe essere il riconoscimento dello status di pubblico ufficiale ai professionisti sanitari”. Commentano così i vertici della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica il Ddl “antiviolenza”, approvato dal Consiglio dei ministri e che prevede l’istituzione di un Osservatorio nazionale sulla sicurezza di tutto il personale della Sanità e un’integrazione dell’art. 61 del codice penale con l’introduzione di aggravanti per chi commette reati con violenza o minacce nei confronti degli operatori sanitari mentre svolgono il loro lavoro.
 
“Siamo soddisfatte della nascita del nuovo Osservatorio nazionale sulla violenza contro tutti gli operatori sanitari, poiché rappresenta il giusto riconoscimento a tutti coloro che nel quotidiano sono al servizio della salute dei cittadini, senza creare distinzioni di serie A e di serie Z tra chi opera nello stesso ambito – affermano le componenti del Comitato centrale FNOPO -. Per quanto riguarda poi l’inasprimento delle pene previste dall’art. 61 del codice penale, questo aggravio per chi commette violenza – fisica o verbale con armi o minaccia -, nei confronti degli operatori sanitari dovrebbe essere accompagnata da una ulteriore azione di coercizione del fenomeno. Per questo motivo accogliamo e sosteniamo la proposta di riconoscere lo status di pubblico ufficiale agli operatori sanitari. Questo atto rappresenterebbe da una parte la legittimazione formale per l’importante funzione sociale svolta da questi professionisti e contemporaneamente renderebbe possibile attivare misure di prevenzione e di deterrenza come le videocamere e, fatto altrettanto importante, procedere d’ufficio contro questo tipo di reato, la cui entità è spesso sottostimata poiché gli stessi operatori non denunciano per paura, vergogna o minimizzazione. Oltre al fatto che, come evidenziato anche in sede dello scorso tavolo tecnico ministeriale, troppo spesso le aziende sanitarie non sono dotate del Documento di valutazione del rischio (DVR), sebbene sia obbligatorio”.

10 Agosto 2018

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