Ddl concorrenza. Al via il dibattito in Aula alla Camera. Il Governo non apporrà la fiducia. In programma da domani le votazioni

Ddl concorrenza. Al via il dibattito in Aula alla Camera. Il Governo non apporrà la fiducia. In programma da domani le votazioni

Ddl concorrenza. Al via il dibattito in Aula alla Camera. Il Governo non apporrà la fiducia. In programma da domani le votazioni
Il testo, già approvato dal Senato, è stato modificato in alcuni articoli in commissione e di conseguenza dovrà tornare a Palazzo Madama. Il sottosegretario allo Sviluppo economico Antonio Gentile ha chiesto uno "sforzo" per arrivare quanto prima al via libera definitivo sul testo: "L'iter è stato lungo, travagliato e laborioso: a volte per ragioni esterne, a volte le vecchie lobby si sono mosse in Parlamento, altre volte il Governo ha dovuto ammettere i propri ritardi".

Ha preso oggi il via nell'Aula della Camera l'esame del ddl Concorrenza. Il sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonio Gentile, ha chiesto uno "sforzo" per arrivare quanto prima al via libera definitivo sul testo. "L'iter di questo ddl – ha detto Gentile in apertura della discussione generale – è stato lungo, travagliato e laborioso: a volte per ragioni esterne, a volte le vecchie lobby si sono mosse in Parlamento, altre volte il Governo ha dovuto ammettere i propri ritardi".
 
Il testo, già approvato dal Senato con la fiducia, è stato modificato in alcuni articoli nel corso dell'esame da parte delle commissioni congiunte Finanze e Attività produttive, e di conseguenza dovrà tornare a Palazzo Madama. "Poche modifiche – ha spiegato la relatrice di maggioranza per la VI commissione, Silvia Fregolent (Pd) – per evitare che la partita si riapra al Senato, dove forse se si fosse provveduto prima, senza mettere la fiducia, oggi saremmo all'approvazione definitiva". 
 
Duro l'intervento del presidente della commissione Affari costituzionali, Andrea Mazziotti (Ci): "Siamo al ridicolo. Riaprire il ddl concorrenza per quattro norme quattro inutili è una assunzione di responsabilità molto grave. Il Pd ha deciso di riportare la legge al Senato dove e' stata a lungo. Se entro l'estate il testo non sarà definitivamente approvato, la responsabilità se la assume in toto il Pd", ammonisce, definendo l'atteggiamento assunto dal partito di maggioranza relativa sul testo come "quello di una nave che ha fatto un viaggio di tre anni, e giunta davanti al porto di arrivo si accorge che ci sono tre viaggiatori senza biglietto e per questo decide di tornare indietro".
 
Il governo ha deciso di non apporre la questione di fiducia. E a partire da domani, dalle ore 15, la discussione entrerà nel vivo con l'inizio delle votazioni.

 

26 Giugno 2017

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