Ddl concorrenza. Sihta: “Analisi del fabbisogno e Hta per garantire la quantità dei farmaci”

Ddl concorrenza. Sihta: “Analisi del fabbisogno e Hta per garantire la quantità dei farmaci”

Ddl concorrenza. Sihta: “Analisi del fabbisogno e Hta per garantire la quantità dei farmaci”
Mennini: “Come società scientifica, al fine di garantire la quantità di farmaci per soddisfare la domanda reale, riteniamo che debbano essere effettuate delle analisi del fabbisogno, a garanzia del Servizio sanitario nazionale, per rendersi conto della disponibilità certa e per soddisfare il bisogno reale, e a garanzia delle aziende produttrici che potranno programmare la produzione così da consentire l’efficienza economica”

Produzione dei farmaci in base al fabbisogno reale è uno dei punti toccati dal professor Francesco Saverio Mennini, presidente della Società italiana di health technology assessment (Sihta), durante l’audizione in videoconferenza della X commissione Commercio e Turismo del Senato sul ddl concorrenza questa mattina.
 
In particolare, riguardo alla distribuzione dei medicinali, argomento dell’articolo 14 del testo in discussione, il presidente della Sihta suggerisce: “Come società scientifica, al fine di garantire la quantità di farmaci per soddisfare la domanda reale, riteniamo che debbano essere effettuate delle analisi del fabbisogno, a garanzia del Servizio sanitario nazionale, per rendersi conto della disponibilità certa e per soddisfare il bisogno reale, e a garanzia delle aziende produttrici che potranno programmare la produzione così da consentire l’efficienza economica.– Riteniamo – sottolinea Mennini – che l’Hta debba essere usato quale strumento principale grazie alle caratteristiche di multidimensionalità”.
 
Il presidente della Sihta auspica un ritorno alla pianificazione sanitaria, supportata dallo strumento dell’Hta con riferimento specifico al modello di accreditamento: “Una delle caratteristiche del modello di Health technology assessment è quella di produrre delle evidenze, seguendo una metodologia multidominio che consente, oltre alla corretta valutazione delle tecnologie, anche il monitoraggio, elemento portante ai fini di una corretta pianificazione e programmazione. Questo approccio permette ai decisori di selezionare gli indicatori di processo più adeguati ai fini di una corretta pianificazione sanitaria. Negli ultimi 15-20 anni, abbiamo fatto ricorso a strumenti di carattere emergenziale senza una corretta pianificazione mentre oggi, dopo il periodo della pandemia, sembrano proprio essersi creati i presupposti per garantire un “nuovo Rinascimento” del nostro Sistema sanitario che non può prescindere da una efficiente programmazione e pianificazione (anche e soprattutto organizzativa-gestionale). È necessario colmare il gap strutturale e tecnologico che purtroppo caratterizza il nostro territorio con differenze specie fra Nord e Sud e che va anche ad impattare sulla mobilità sanitaria, generando costi incrementali, inefficienze e, soprattutto, iniquità nell’acceso alle cure”.
 
Sul tema della rimborsabilità dei farmaci equivalenti, Mennini aggiunge: “La scelta dell’accordo quadro sembra essere la soluzione più ragionevole, a tutela di un corretto approccio concorrenziale, sia per l’interesse dell’amministrazione sia per l’interesse degli operatori economici e per la sostenibilità economica. Come società scientifica – continua il presidente sull’articolo 16 del ddl -, crediamo si possa inserire un addendum in cui specificare che dopo 30 giorni e dopo un massimo di 90 giorni sarà possibile fare la domanda di rimborso obbligando la ditta a presentare un dossier di Hta così da portare a conoscenza il decisore delle evidenze e garantire una decisione informata sul reale Valore garantendo un livello di assistenza adeguato. Il prezzo più basso è un approccio superato, anche il nuovo Codice degli appalti difatti suggerisce di passare a una analisi di Hta per valorizzare le peculiarità delle nuove tecnologie, superando la mera logica del prezzo”.
 
Sulla selezione dei dirigenti medici, infine, per la Sihta occorre rivedere i criteri per garantire un livello adeguato, assicurare la formazione continua e aumentare la remunerazione. “Come società scientifica – commenta – abbiamo visto dei rallentamenti negli ultimi tre anni nella formazione che ci fanno preoccupare perché non consentono un aggiornamento ed un potenziale rinnovamento delle competenze. I dirigenti inoltre guidano delle strutture che possono essere comparate ad aziende di media o grande dimensione, è giusto quindi che abbiano una remunerazione adeguata all’impegno e alle responsabilità”.

22 Febbraio 2022

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