Ddl Lorenzin. Trovato accordo in maggioranza. Sì al riconoscimento per osteopati e chiropratici, ma con criteri più stringenti. No ‘sanatorie’

Ddl Lorenzin. Trovato accordo in maggioranza. Sì al riconoscimento per osteopati e chiropratici, ma con criteri più stringenti. No ‘sanatorie’

Ddl Lorenzin. Trovato accordo in maggioranza. Sì al riconoscimento per osteopati e chiropratici, ma con criteri più stringenti. No ‘sanatorie’
Potrebbe essere questo il punto d'intesa raggiunto nel corso di un incontro informale la scorsa settimana, tra la ministra Lorenzin, i presidenti delle XII commissioni di Camera e Senato De Biasi (Pd) e Marazziti (Des), Gelli (Pd) e i capigruppo di maggioranza di entrambe le commissioni. Il testo, approvato un anno fa dal Senato, è fermo da ormai dieci mesi in Commissione Affari Sociali proprio per le molte resistenze registrate sul riconoscimento di queste nuove professioni. Intanto questo mercoledì inizieranno le votazioni sugli emendamenti presentati.

Si va verso lo sblocco del disegno di legge Lorenzin sul riordino degli Ordini professionali e le sperimentazioni cliniche. Il testo, approvato un anno fa dal Senato, è fermo ormai da 10 mesi in Commissione Affari sociali per le molte resistenze registrate riguardo il riconoscimento di osteopati e chiropratici quali professioni sanitarie.
 
Lo stallo potrebbe essere ora superato grazie ad un punto d'intesa che sarebbe stato raggiunto lo scorso giovedì nel corso di un pranzo informale tra la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, i presidenti delle XII commissioni di Camera e Senato, rispettivamente Mario Marazziti (Des)Emilia Grazia De Biasi (Pd), Federico Gelli (Pd), e i capigruppo di maggioranza di entrambe le commissioni
 
Questo il frutto dell'accordo sul quale si sta lavorando: osteopati e chiripratici otterrebbero il riconoscimento professionale in ambito santario così come fortemente voluto dal Senato, in particolare proprio dalla presidente De Biasi. Allo stesso tempo, però, questo riconoscimento non sarebbe automatico, ma vincolato ad alcuni criteri stringenti sui quali si sta ancora lavorando. Insomma, per sintetizzare in uno slogan l'accordo raggiunto si potrebbe dire: "Sì al riconoscimento, ma no alle sanatorie".
 
Si punta dunque alla realizzazione di percorsi formativi riconosciuti, uguali per tutti, sulla base dei quali poter poi ottenere il riconoscimento. Così come già accade per le altre professioni sanitarie.
 
Intanto, già da questo mercoledì inizieranno in Commissione Affari sociali le votazioni sugli emendamenti al disegno di legge. I lavori verranno però interrotti quasi subito per lasciar spazio all'esame dei decreti delegati delegati sul Terzo settore, approvati in via preliminare dal Consiglio dei Ministri lo scorso 12 maggio.
 
Giovanni Rodriquez

G.R.

22 Maggio 2017

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