Decreto Balduzzi. Cassi (Cimo): “Misure insufficienti” 

Decreto Balduzzi. Cassi (Cimo): “Misure insufficienti” 

Decreto Balduzzi. Cassi (Cimo): “Misure insufficienti” 
Per il presidente della Cimo il provvedimento contiene più ombre che luci. “Apprezziamo gli sforzi del Ministro che ha presentato un Dl che interviene su alcune questioni non più rinviabili ma è ormai evidente che senza una modifica del Dlgs. 229/99 il servizio sanitario non arresterà il suo declino”.

“Apprezziamo gli sforzi del Ministro Balduzzi che, rispettando gli impegni assunti a maggio, ha presentata un DL che interviene su alcune questioni non più rinviabili ma è ormai evidente che senza una modifica del 229 il servizio sanitario non arresterà il suo declino”. Questo il commento del presidente della Cimo-Asmd sulla bozza del decreto Balduzzi.
 

Innanzitutto per la Cimo “l’intervento sulla libera professione intramoenia sconta il pregiudizio ideologico nei confronti di tale attività che non viene vista come una risorsa per il Ssn e pertanto viene gravata da ulteriori vincoli e costi che la rendono sempre più onerosa per i cittadini che troveranno più semplice ed economico rivolgersi al professionista privato. Cimo respinge con forza questa impostazione, riaffermando che il diritto del Medico alla libera professione non può essere vanificato da norme coercitive”.
 

“Da questo Governo che ha fatto delle liberalizzazioni la sua bandiera ci aspettavamo un intervento in direzione opposta – continua Cassi – Riteniamo che le norme recuperate dal Ddl sul Governo Clinico, sulla nomina dei Direttori di Struttura e sulla valutazione non risolvano quello che considera il maggior danno della 229: l’aver  marginalizzato la valenza professionale della professione medica  a vantaggio degli aspetti dirigenziali. La scelta finale, infatti, rimane sempre in carico al Direttore Generale”.
 

“Assolutamente da respingere, così come è scritta, la norma comparsa all’ultimo momento che prevede la mobilità senza regole all’interno della Regione. Apprezziamo, invece, la norma sulla responsabilità professionale che riconosce la peculiarità della professione medica e introduce specifiche sulla colpa.  Ci auguriamo che possa frenare l’esplosione dei contenziosi favoriti dalle norme liberalizzatrici introdotte dalla riforma della professione di avvocato”.
 

In conclusione, la Cimo considera questo decreto legge “insufficiente ed ancora figlio di una visione del Medico e del suo lavoro all’interno del Ssn che non vuole coglierne le peculiarità professionali, ma lo vuole sottomesso alla politica. Cimo, pertanto, si augura che la manifestazione del 27 ottobre possa essere l’inizio del risveglio della categoria mirato a recuperare il proprio ruolo a tutela della salute dei cittadini”.

28 Agosto 2012

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