Decreto “premi e sanzioni”: Governo e Regioni ancora molto distanti

Decreto “premi e sanzioni”: Governo e Regioni ancora molto distanti

Decreto “premi e sanzioni”: Governo e Regioni ancora molto distanti
Fallimento politico delle amministrazioni regionali che non riequilibrano i bilanci e premi per chi potenzia le Centrali uniche di acquisto. Ma il nuovo testo messo all’odg della Conferenza Unificata continua a non piacere ai presidenti delle Regioni. Se non si troverà un accordo, il rischio è che lo bocci la “bicameralina”.

Malgrado la richiesta dei presidenti regionali, che chiedevano di modificare il testo e di far dunque slittare la discussione, il ministro Calderoli ha voluto comunque nell’odg della Conferenza Unificata del 20 aprile scorso il testo del decreto relativo ai “meccanismi sanzionatori e premiali relativi a Regioni, Province e Comuni”. Questo vuol dire che, dalla data del 20 aprile, scattano i 30 giorni previsti per trovare un intesa tra Governo e Enti locali, trascorsi i quali il Governo è autorizzato a procedere anche senza aver raggiunto un accordo. Ma questa opzione “muscolare” non sembra probabile, visto che il passaggio successivo del decreto è il voto della Commissione bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale, dove maggioranza e opposizione sono in sostanziale parità, 12 a 12. In “bicameralina”, infatti, il decreto sul federalismo fiscale è stato approvato solo dopo aver ottenuto l’intesa con le Regioni, che ha spinto il Partito democratico verso l’astensione. In caso di contrarietà di parte regionale, però, l’esito del voto per il decreto “premi e sanzioni” potrebbe essere diverso.
Dunque il testo che pubblichiamo, verosimilmente, subirà ancora profonde trasformazioni, che potrebbero riguardare sia la parte sanzionatoria (riducendo ad esempio gli “automatismi” nell’applicazione delle sanzioni), sia la parte premiale (con la possibilità di sviluppare forme di premialità legate anche all’appropriatezza e alla riorganizzazione dei servizi).
Tra i punti caldi del decreto i prezzi di riferimento per gli acquisti di beni e servizi, elaborati dall’Agenas, e i premi concessi alle Regioni che attiveranno la Centrale unica degli acquisti (articolo 9), oltre al “fallimento politico” per i presidenti delle Regioni in “grave dissesto finanziario”, che ne determinerebbe l’interdizione a qualsiasi carica in enti pubblici per dieci anni. Una norma che Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, ha più volte dichiarato di ritenere inaccettabile, non essendo previsto nulla del genere per qualsiasi altro incarico politico.
 

26 Aprile 2011

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