Decreto semplificazioni. Marino (Pd): “Affossa la ricerca”. Profumo: “Faremo nuova legge”

Decreto semplificazioni. Marino (Pd): “Affossa la ricerca”. Profumo: “Faremo nuova legge”

Decreto semplificazioni. Marino (Pd): “Affossa la ricerca”. Profumo: “Faremo nuova legge”
Un ddl entro un mese che introduca un sistema "effettivamente funzionante" di peer review. L'ha annunciato il ministro dell'Università oggi in Aula al Senato nel corso del dibattito sul decreto Semplificazione, sul quale il Governo ha posto la fiducia su un emendamento interamente sostitutivo.

“Il Governo ha affossato definitivamente il futuro dei giovani ricercatori che non hanno il cognome o le conoscenze giuste. L'esecutivo ha deciso di cancellare il meccanismo di valutazione tra pari (peer review), che ha permesso dal 2007 di assegnare ai migliori ricercatori under 40 i fondi pubblici per la ricerca, soldi che arrivano dalle tasse pagate da ciascun cittadino. Si tornerà al vecchio sistema: burocrati ministeriali e baroni universitari insieme in una stanza decideranno chi ha diritto ai finanziamenti”. Ad affermarlo il senatore del Pd Ignazio Marino, nel corso del dibattito parlamentare svolto stamani al Senato sul decreto Semplificazioni, riferendosi al comma 2 dell'art. 31 del decreto che abroga i commi 313, 314 e 315 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
 
Ma il ministro dell’Università e della Ricerca, Francesco Profumo, presente in Aula, ha assicurato il proprio impegno a “proporre entro un mese un disegno di legge che consenta, innanzitutto, di introdurre un sistema che sia effettivamente funzionante di peer review” di cui, ha detto Profumo, “abbiamo bisogno come Paese e nei rapporti con l'Europa”. All'interno del disegno di legge, ha aggiunto il ministro, “sarà affrontato anche il problema degli scambi dei ricercatori e dei professori all'interno del nostro sistema universitario e della ricerca, in Italia, ma anche rispetto all'estero, con una grandissima attenzione alla possibilità che i vincitori di Grant ERC possano essere richiamati all'interno del sistema dell'università e della ricerca con percorsi che non passino attraverso le tradizionali regole concorsuali”.

Una risposta che però non ha convinto Marino, secondo il quale Profumo “ha dimostrato di avere le idee un po' confuse su quanto è stato fatto in questi anni: prima ha dichiarato ai giornali che non si era accorto della presenza di questa norma nel decreto, poi che la peer review non ha funzionato. Non è affatto vero, basta chiederlo ai ricercatori che hanno fatto parte dei comitati di selezione in questi anni. Resta una sola amara conclusione da trarre oggi: l’Italia, suo malgrado, è stata allontanata dalla comunità scientifica internazionale".

Sulla stessa linea i senatori radicali Donatella Poretti e Marco Perduca: “Se l'intento della norma non era stato raggiunto si poteva pensare di rivederla e modificarla senza sopprimerla senza alcun motivo. E’ arrivato invece  un immotivato Disegno di Legge  che fa temere il ritorno del familismo amorale nelle aule e nei laboratori scientifici”. Poretti e Perduca chiedono, allora, che il Ddl preannunciato dal ministro Profumo abbia “una corsia preferenziale” e che nel frattempo, “per fugare ogni sospetto, non vengano assegnati fondi alla ricerca con vecchi metodi spartitori”.

Sul decreto Semplificazione, il Governo, nel corso della seduta di oggi in Senato, ha posto la questione di fiducia sull'approvazione senza ulteriori modifiche di un emendamento interamente sostitutivo del provvedimento che recepisce le modifiche apportate dalla commissione Affari Costituzionali e la modifica concordata stamattina tra Governo e gruppi parlamentari contro la depenalizzazione per i reati ambientali e che, peraltro, non elimina l'abrogazione prevista dal comma 2 dell'art. 31. Le dichiarazioni di voto ed il voto finale avranno luogo domani a partire dalle ore 9.00. E Marino ha già annunciato che non voterà la fiducia. “E consiglio a tutti i giovani ricercatori privi di cognomi o amicizie importanti di prendere subito un biglietto per gli Stati Uniti o per l'Inghilterra”, ha concluso il senatore Pd.
 

28 Marzo 2012

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