Diabete. D’Ambrosio Lettieri e Mandelli interrogano Lorenzin su percorsi assistenziali

Diabete. D’Ambrosio Lettieri e Mandelli interrogano Lorenzin su percorsi assistenziali

Diabete. D’Ambrosio Lettieri e Mandelli interrogano Lorenzin su percorsi assistenziali
I due senatori chiedono al ministro di assegnare un ruolo maggiore ai medici di medicina generale e di valutane l’opportunità di consentire la distribuzione dei farmaci innovativi attraverso le farmacie territoriali. “Questo permetterebbe anche ai cittadini che vivono in aree periferiche, interne o disagiate, di avere accesso ai farmaci innovativi che, in caso contrario, rimarrebbero appannaggio esclusivo dei cittadini più abbienti e residenti nelle aree del Paese più ricche e modernizzate”. IL TESTO DELL'INTEROGAZIONE.

Intervenire subito e interventi efficaci per consentire una rapida ma accurata revisione degli attuali percorsi assistenziali in modo da assegnare un ruolo maggiore ai medici di medicina generale, sia nel campo della formazione che nella capacità prescrittiva dei farmaci incretico-mimetici, nonché di presa in carico dei pazienti affetti da malattie croniche, in particolare diabetici. È quanto chiedono i senatori Luigi D’Ambrosio Lettieri (Dit) e Andrea Mandelli (FI) in una interrogazione al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

I due senatori chiedono anche al ministro di “valutare l’opportunità di adottare le necessarie misure per consentire la distribuzione dei farmaci innovativi secondo le modalità di cui all’articolo 8, comma 1, lettera a), del decreto legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405, fatta eccezione per i medicinali individuati con apposito elenco dall’Agenzia Italiana del Farmaco che, per esclusive ragioni cliniche, necessitano di essere gestiti ambiente ospedaliero”.

“La medicina di famiglia e la farmacia del territorio sono uno dei punti di riferimento del ssn, nonché un prezioso presidio sanitario capillarmente diffuso sull’intero territorio nazionale”, affermano. “Consentire ai medici di medicina generale di effettuare la prescrizione di farmaci innovativi regolarmente reperibili presso le farmacie del territorio – evidenziano – permetterebbe anche ai cittadini che vivono in aree periferiche, interne o disagiate di avere accesso ai farmaci innovativi che, in caso contrario, rimarrebbero appannaggio esclusivo dei cittadini più abbienti e residenti nelle aree del Paese più ricche e modernizzate. La prescrizione di farmaci innovativi da parte dei mmg permetterebbe, inoltre, a ciascun paziente di limitare le visite specialistiche all’effettivo bisogno clinico”.

“Le malattie croniche in Italia sono in aumento e rappresentano la gran parte delle patologie oggi curabili grazie ai farmaci innovativi – si legge nella interrogazione – ma la prescrizione di alcune classi dei farmaci innovativi è inibita ai medici di medicina generale che, paradossalmente, di conseguenza, non hanno accesso all’informazione scientifica correlata. Una attività che, invece, grazie alla collaborazione con gli specialisti, metterebbe i medici di medicina generale nelle condizioni di stratificare la popolazione diabetica per gravità e trattare con i farmaci di nuova generazione solo quei pazienti che realmente ne necessitino, secondo rigorosi criteri di appropriatezza”.

D’Ambrosio Lettieri e Mandelli sottolineano come “l’impossibilità per i medici di medicina generale di prescrivere i predetti farmaci innovativi procura, quindi, danni incalcolabili alla salute di larga parte dei pazienti cui è, in conseguenza, precluso l’accesso ad una cura adeguata per patologie importanti come, ad esempio, il diabete e le malattie cardiovascolari. Le comorbilità cardiovascolari nei diabetici sono in grado, infatti, di aumentare di 2-3 volte il rischio di insufficienza cardiaca e di ridurre l’aspettativa di vita anche fino a 5-15 anni”.

“Tra i pazienti affetti da patologie croniche – proseguono i due senatori – quelli affetti da diabete sono tra i più colpiti dalla vigente modalità di accesso alle cure e spesso, non potendo ricorrere continuativamente allo specialista, talora anche a causa degli elevati oneri e tempi di attesa, sono costretti a rinunciare a curarsi o a curarsi con farmaci meno efficaci ma prescrivibili dal medico di base. La difficoltà di accedere alle cure tramite il ssn, anche a causa dei lunghi tempi di attesa per le visite specialistiche, danneggia la vita delle persone più anziane, con difficoltà di movimento, così come quella dei pazienti in età da lavoro che non riescono a conciliare gli impegni lavorativi con la necessità di doversi assentare dal luogo di lavoro per recarsi più volte dallo specialista”.

“Per la cura del diabete, in particolare – affermano d’Ambrosio Lettieri e Mandelli – i farmaci antidiabetici orali maggiormente prescritti in Italia -nonostante numerosi studi scientifici che ne evidenziano i limiti di sicurezza e tollerabilità- risultano essere le Su/Glinidi. Le ragioni di questo dato sono da ricercarsi nel fatto che ai medici di medicina generale, in Italia, è preclusa la prescrizione delle terapie innovative e di comprovata efficacia e sicurezza come i DPP-4, i GLP1 e gli SGLT2. Questo si traduce in un danno per la salute per i numerosi pazienti diabetici che in prima istanza si rivolgono al loro medico di fiducia per la cura della patologia loro diagnosticata. L’Italia è l’unico Paese europeo in cui non è consentita la prescrizione dei farmaci incretino-mimetici di nuova generazione da parte dei medici di medicina generale. Cosa che ha consentito negli altri Paesi un più appropriato uso delle risorse potendo loro identificare precisamente i pazienti che più ne avessero bisogno. Il trattamento dei pazienti con i sopracitati farmaci incretino-mimetici di nuova generazione genera anche vantaggi economici e gestionali legati, per esempio, alla minore incidenza di eventi avversi o complicanze”.

“Le ragioni sopra esposte di maggior sicurezza, efficacia e disponibilità dei farmaci innovativi citati, in particolare per la cura del diabete, nonché gli evidenti vantaggi economici –  concludono d’Ambrosio Lettieri e Mandelli – rendono non più differibile, in ragione soprattutto del miglior benessere dei pazienti, un intervento immediato per consentire la prescrizione di detti farmaci ai medici di medicina generale”.

26 Ottobre 2017

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