Dopo “reddito e quota 100”, scambio “canne e lucciole”?

Dopo “reddito e quota 100”, scambio “canne e lucciole”?

Dopo “reddito e quota 100”, scambio “canne e lucciole”?
Oggi su facebook, in una lunga diretta video dal 38° piano del palazzo della Regione Lombardia, Matteo Salvini stroncava la proposta Mantero per la legalizzazione della cannabis, rilanciando però in controcanto una sua vecchia idea, quella di togliere le signorine dalla strada “magari copiando altri Paesi”. Preludio a uno scambio di Governo? No, tranquilli, stiamo solo scherzando (anche se è tutto vero...)

E se dopo lo scambio “reddito cittadinanza/quota 100”, emblemi delle due anime profonde di Cinque Stelle e Lega, nel governo gialloverde dovesse maturare un altro scambio “alla pari” su “canne e lucciole”?
 
Scherziamo, naturalmente, ma mica tanto…L’altro ieri il parlamentare pentastellato Matteo Mantero ha presentato un suo ddl per la legalizzazione di detenzione e coltivazione, seppur ad uso personale, della marijuana che ha ricevuto subito il veto del ministro leghista della Famiglia Fontana.
 
Poi oggi su facebook, in una lunga diretta video dal 38° piano del palazzo della Regione Lombardia, Matteo Salvini stroncava anch’egli la proposta Mantero, rilanciando però in controcanto una sua vecchia idea quella di togliere le signorine dalla strada “magari copiando altri Paesi” (vedi al minuto 6.08).

 
 
 
Non è un’idea nuova per la Lega. Salvini ne aveva già parlato un mese e mezzo prima delle ultime elezioni del 4 marzo quando promuovendo la raccolta firme per il referendum leghista per l'abrogazione della legge Merlin, proponeva di “REGOLAMENTARE e TASSARE la prostituzione come avviene in tanti civilissimi Paesi europei, è una battaglia di BUONSENSO: liberiamo le nostre strade e combattiamo i trafficanti di esseri umani. Più tutela, più controlli sanitari e più sicurezza, MENO ipocrisia.”, chiosava.
 

 
E poi di nuovo a luglio scorso intervenendo a una trasmissione radiofonica Rai ricordava la proposta di legge della Lega della precedente legislatura (giugno 2014) per la legalizzazione della prostituzione e aggiungeva: "Abbiamo raccolto migliaia di firme per provare a fare un referendum. Ora combatto tra antidroga, antimafia e altro, ma ritengo che riconoscere che quello è un mestiere (la prostituzione, ndr), togliendolo dal controllo della mafia e dello sfruttamento, sarebbe opera di civiltà".
 
Ripeto, scherziamo, uno scambio del genere, se da un lato farebbe contenti schieramenti diversi dei due partiti di Governo, dall’altro potrebbe unire in un nuovo fronte il meglio dei simpaticissimi bacchettoni della Penisola.
 
Morale: non se ne farà nulla, niente canne e niente sesso, siamo inglesi, pardon…italiani.
 
Cesare Fassari

Cesare Fassari

11 Gennaio 2019

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