Gimbe passa al setaccio il contratto di governo Cinque Stelle-Lega sulla sanità: “Promesse buone. Ma rilancio Ssn è ancora lontano”

Gimbe passa al setaccio il contratto di governo Cinque Stelle-Lega sulla sanità: “Promesse buone. Ma rilancio Ssn è ancora lontano”

Gimbe passa al setaccio il contratto di governo Cinque Stelle-Lega sulla sanità: “Promesse buone. Ma rilancio Ssn è ancora lontano”
Nel contratto si dichiara esplicitamente la volontà di tutelare il Servizio sanitario nazionale, escludendo ogni forma di privatizzazione. Tuttavia, l'analisi dell'osservatorio Gimbe identifica tre azioni cruciali che restano fuori dal contratto: esplicito rilancio del finanziamento pubblico, ridefinizione del perimetro dei Lea, riordino della sanità integrativa. La mancata stima economica delle proposte e il via libera al regionalismo differenziato "rappresentano ulteriori ostacoli al rilancio della sanità pubblica". IL REPORT

Il capitolo Sanità del “Contratto per il Governo del Cambiamento” si apre con una rassicurante dichiarazione di intenti che esclude in maniera assoluta ogni forma di privatizzazione del Ssn e conferma la volontà di tutelare equità ed universalismo, princìpi fondanti della L. 833/78: “È prioritario preservare l’attuale modello di gestione del servizio sanitario a finanziamento prevalentemente pubblico e tutelare il principio universalistico su cui si fonda la legge n. 833 del 1978 istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale. Tutelare il Ssn significa salvaguardare lo stato di salute del Paese, garantire equità nell’accesso alle cure e uniformità dei livelli essenziali di assistenza”.

"Nell’ambito delle attività dell’Osservatorio Gimbe – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe – abbiamo condotto un’analisi integrale del 'Contratto per il Governo del Cambiamento' per verificare la coerenza delle proposte relative a sanità e ricerca biomedica con i 12 punti del 'piano di salvataggio' del Servizio Sanitario Nazionale elaborato dalla Fondazione Gimbe e validato tramite consultazione pubblica".

Nelle 12 tabelle analitiche, per ciascuna proposta identificata, è stato inserito ove opportuno un commento con eventuali note bibliografiche Successivamente, previa verifica di coerenza e completezza delle proposte per attuare ciascuno dei 12 item del “piano di salvataggio” Gimbe, è stata realizzata una tabella sinottica (allegato) che riporta la valutazione complessiva del “Contratto per il Governo del Cambiamento”. 
 
"La nostra analisi – puntualizza il Presidente – dimostra che il 'Contratto per il Governo del Cambiamento' non getta solide basi per mettere in sicurezza la più grande conquista sociale dei cittadini italiani, già ereditata in 'condizioni di saluti' non ottimali.
 
Rispetto alla 4 macro-determinanti della crisi di sostenibilità del Ssn identificate dal 3° Rapporto Gimbe (definanziamento, “paniere Lea” troppo ampio, sprechi e inefficienze, espansione della sanità integrativa), il “Contratto per il Governo del Cambiamento” contiene sì un programma molto dettagliato e potenzialmente efficace per ridurre sprechi e inefficienze, ma:
– non annuncia esplicitamente un aumento nominale del fondo sanitario nazionale, né un’inversione di tendenza del rapporto spesa sanitaria/PIL;
– non prevede alcuna ridefinizione del perimetro dei LEA, oggi sproporzionati rispetto al finanziamento pubblico ed esigibili su tutto sul territorio nazionale solo sulla carta;
– non fa alcun cenno all’inderogabile riordino legislativo della sanità integrativa che oggi, con le seducenti promesse del “secondo pilastro”, favorisce derive consumistiche e di privatizzazione".

Inoltre, anche se numerose proposte sono coerenti con gli item del 'piano di salvataggio' Gimbe, il 'Contratto per il Governo del Cambiamento' non definisce mai l’entità delle risorse necessarie per finanziarle. Infine, il Contratto per il Governo del Cambiamento dà il via libera al regionalismo differenziato che rappresenta "una reale minaccia all’universalismo del Ssn, visto che le autonomie previste in sanità non potranno che amplificare le diseguaglianze regionali".

Nonostante le buone intenzioni del “Contratto per il Governo del Cambiamento” e l’impegno della Ministra Grillo nei primi 100 giorni di mandato, è certo che il rilancio del Ssn non rientra al momento tra le priorità dell’Esecutivo, già in difficoltà a soddisfare tutte le promesse elettorali più popolari (flat tax, reddito di cittadinanza, riforma della legge Fornero) nel rispetto del tetto di deficit previsto dal Patto di Stabilità e Crescita europeo. "Considerato che a breve termine mancano le risorse per rifinanziare in maniera consistente il Ssn – commenta Cartabellotta – il banco di prova per la sanità non può essere la Legge di Bilancio 2019 che nella migliore delle ipotesi potrà garantire il 'consueto' miliardo di euro che negli ultimi anni ha coperto solo il costo dell’inflazione".

"Guardando avanti con un pizzico di ottimismo – conclude il Presidente di Gimbe – per confermare le buone intenzioni del 'Contratto per il Governo del Cambiamento' sul destino della sanità pubblica, il primo segnale concreto dovrebbe arrivare tra pochi giorni con la nota di aggiornamento del Def 2018. In particolare, si attende quell’inversione di tendenza del rapporto spesa sanitaria/PIL annunciata anche dalle parole del Premier Conte nel discorso per la fiducia. Se così non fosse, le rassicuranti dichiarazioni di intenti con cui si apre il capitolo Sanità nel 'Contratto per il Governo del Cambiamento' rimarranno lettera morta, lasciando ancora una volta che sia il futuro a prendersi cura del Ssn". 

19 Settembre 2018

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