Ha ragione Bersani a parlare di “privatizzazione strisciante” del Ssn? Intervista a Grillo (M5s): “Ben svegliato! Da tempo denunciamo massacro comparto”

Ha ragione Bersani a parlare di “privatizzazione strisciante” del Ssn? Intervista a Grillo (M5s): “Ben svegliato! Da tempo denunciamo massacro comparto”

Ha ragione Bersani a parlare di “privatizzazione strisciante” del Ssn? Intervista a Grillo (M5s): “Ben svegliato! Da tempo denunciamo massacro comparto”
Questo il commento della capogruppo del M5s in commissione Affari Sociali. "È intollerabile pensare che, alla luce di quanto i cittadini pagano di tasse anche per finanziare il Ssn, si vedano poi costretti a rivolgersi al privato per servizi che dovrebbero essere loro garantiti dal sistema pubblico". E sul decreto appropriatezza: "Si interviene con una certa virulenza per ottenere cifre irrisorie. Dove invece si potrebbero ottenere risparmi ingenti, come sulla governance del farmaco, si delega tutto ad Aifa".

L'allarme lanciato nei giorni scorsi dall'ex segretario Pd, Pier Luigi Bersani è "tardivo" per la capogruppo del M5s in commissione Affari Sociali Giulia Grillo che rivendica come ormai da anni i deputati pentastellati stiano denunciando il "massacro del comparto" a colpi di tagli al Fondo sanitario. In quest'intervista a Quotidiano Sanità Grillo spiega: "Non bisogna chiedersi se il Sistema sanitario nazionale sia ancora sostenibile, ma per colpa di chi rischia di non esserlo più".
 
Onorevole Grillo, condivide l’allarme lanciato nei giorni scorsi da Bersani sulla "privatizzazione strisciante del Ssn"?
Mi verrebbe da dire buongiorno Bersani, ben svegliato! Che i tagli di cui lui parla solo ora sarebbero stati un massacro per il comparto, era cosa nota e da noi denunciata da tempo. Del resto non è stato solo il Movimento 5 Stelle, ma  la stessa Corte dei Conti a dire che negli ultimi 7 anni la sanità ha pagato dazio per 17,5 mld su 40 mld di tagli complessivi agli Enti Locali. Tutto questo ha fatto sì che si venisse a creare un grave problema di tenuta, non dei conti, ma di tutti quegli aspetti che garantiscono il buon funzionamento del sistema. In primis riguardanti il personale. A novembre, in un’interpellanza, ho chiesto al Governo quali iniziative avesse intrapreso per verificare l'adeguamento delle regioni a quanto previsto dal decreto legge Enti Locali che recepiva un taglio di 2,3 mld per la sanità, ebbene il Ministero della Salute ha risposto che non era tenuto a monitorare periodicamente le iniziative intraprese a livello regionale. In questo modo, così come avvenuto anche per la governance del farmaco, il Ministero della Salute abdica al suo ruolo delegando tutto a Regioni e Aifa.
 
Che ne pensa invece del comportamento del Ministero sul decreto appropriatezza?
Al contrario di quanto dicevo prima, pare stiano intervenendo con una certa virulenza solo su questa temica. Intendiamoci, il tema dell’appropriatezza è corretto di per sé, ma non si può affrontare in questo modo obbligando e limitando la libertà prescrittiva dei medici. Tutto questo poi per cosa? Per ottenere risparmi irrisori. Dove invece si potrebbero portare a casa risparmi importanti, come ad esempio sulla farmaceutica, si decide di non intervenire per come si dovrebbe, affidandosi totalmente ad Aifa. Tutto questo nonostante quanto accaduto sulla rinegoziazione dei farmaci, laddove si potevano ottenere con facilità risparmi più ingenti, o ancora nonostante lo stesso Tar abbia di fatto bocciato i provvedimenti dell’Aifa sul payback della spesa farmaceutica territoriale. Sempre in ambito farmaceutico, noi avevamo chiesto di rinegoziare i contratti con Gilead per i farmaci contro l’epatite C. A giugno, infatti, scadrà il contratto e, proprio ora che si era raggiunto un determinato scaglione di sconto, si rischia invece di dover ricominciare da zero la contrattazione. Bisogna poi tenere a mente che, quando si parla di farmaci innovativi, non esistono più solo quelli contro l’epatite C, ma sono già realtà anche i nuovi medicinali oncologici. Diventa dunque necessario intervenire con soluzioni strutturali che permettano di garantire il più ampio accesso possibile a queste terapie. Uno strumento che si dovrebbe utilizzare è quello del prezzo/valore, su questo prossimamente presenteremo una mozione. Un altro tema su cui si doveva intervenire con investimenti oggi per ottenere risparmi domani era quello della sanità digitale, e invece il Governo ha ben pensato di tagliare di circa il 50% i fondi anche in questo settore.
 
Alla luce di tutto questo pensa esista dunque un reale problema di sostenibilità del servizio pubblico?
Alla luce di tutto questo dico che non è corretto parlare di un Servizio sanitario nazionale non sostenibile, dovremmo piuttosto chiederci per colpa di chi rischia di non esserlo più. Il Ssn, ricordiamo, viene comunque finanziato sia dalla fiscalità generale che dalle singole tassazioni regionali. E’ intollerabile che, alla luce di quanto i cittadini pagano, si vedano poi costretti a doversi rivolgere al privato per servizi che dovrebbero essere loro garantiti dal sistema pubblico.  
 
Giovanni Rodriquez

Giovanni Rodriquez

11 Febbraio 2016

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