Il semestre filtro infiamma l’aula della Camera. Bernini: “Nessuno perderà l’anno”. M5S: “Disastro totale, si dimetta”

Il semestre filtro infiamma l’aula della Camera. Bernini: “Nessuno perderà l’anno”. M5S: “Disastro totale, si dimetta”

Il semestre filtro infiamma l’aula della Camera. Bernini: “Nessuno perderà l’anno”. M5S: “Disastro totale, si dimetta”

La ministra difende in aula la riforma del "semestre filtro" per l'accesso a medicina, garantendo che nessuno studente perderà l'anno. Il M5S la accusa invece di un "disastro totale" e, rinfacciandole presunti insulti agli studenti, ne chiede le dimissioni.

Un duro scontro sulla riforma dell’accesso alle facoltà a numero programmato, il cosiddetto “semestre filtro”, ha infiammato oggi l’aula della Camera durante la risposta della ministra dell’Università Anna Maria Bernini a un’interrogazione del Movimento 5 Stelle. Da un lato, la titolare del Mur che difende la riforma e annuncia un’informativa dettagliata al Parlamento per domani, assicurando che “nessuno dei 55.000 studenti perderà l’anno”. Dall’altro, l’opposizione pentastellata che parla di “disastro totale”, di studenti usati come “cavie” e arriva a chiedere le dimissioni della ministra, accusata di averli insultati definendoli “poveri comunisti” e “inutili”.

La tensione era palpabile fin dalle prime battute. La ministra Bernini, rispondendo all’interrogazione della deputata M5S Marianna Ricciardi sulle criticità del nuovo meccanismo di selezione per Medicina, Odontoiatria e Veterinaria, ha cercato di “sgombrare il campo da un equivoco di fondo”. “Parlare di fallimento perché meno del 10% ha superato tutte le prove al primo colpo significa non avere compreso il senso della riforma”, ha esordito. “Siamo al primo tempo e mezzo di una procedura in tre tempi. È fisiologico che una prova autentica produca risultati reali e diversificati”.

La ministra ha illustrato i meccanismi della riforma, sottolineando che gli studenti stanno accumulando crediti e che la graduatoria finale “sarà tutta riempita, anche attraverso debiti d’esame”. Ha poi difeso la trasparenza delle prove, citando i dati del consorzio Cineca: “Al primo appello, su 55.000 candidati, solo 17 sono stati sanzionati per l’uso dei cellulari, lo 0,03%. I milioni di dati analizzati ci dicono che non c’è stata alcuna fuga sistematica”.

Annunciando un’informativa parlamentare per domani, Bernini ha ribadito l’intenzione di “continuare a esercitare, sulla base di equità, inclusività e democrazia, lo svolgimento di questa riforma”. “Per la prima volta sono entrati tutti gli studenti che chiedevano di entrare e li stiamo formando”, ha detto, aggiungendo: “Non abbiamo intenzione di tornare indietro perché consideriamo inaccettabile ritornare all’orribile mercato dei test e delle società che erogano finta formazione”.

La replica dell’opposizione, affidata al deputato M5S Antonio Caso. “Lei può provare a raccontare una storia diversa, ma che il semestre filtro sia stato un disastro totale è ormai palese, chiaro ed evidente a tutti”, ha tuonato, accolto da applausi dei banchi pentastellati. “Pur di portare avanti questa vostra becera propaganda avete partorito una riforma che era un disastro annunciato, e così è stato”.

L’attacco si è poi inasprito sul personale. “Lei è stata molto restia ad ascoltare quegli studenti che proprio voi avete utilizzato come cavie; quegli studenti che lei ha ben pensato di insultare, di definire ‘poveri comunisti’, ‘inutili’”, ha accusato Caso, indicando una piccola delegazione di studenti presenti in tribuna. “Un Ministro dell’Università e della ricerca che fa questo ha una sola strada: le dimissioni. Ha una sola strada”.

La conclusione è stata senza appello: “Lei e il suo Governo verrete ricordati come quelli che l’università pubblica l’hanno distrutta”.

17 Dicembre 2025

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