Legge Bilancio. Scavone (Ala-Sc) a Lorenzin: “Per l’incolumità dei medici approvare emendamenti ad hoc”

Legge Bilancio. Scavone (Ala-Sc) a Lorenzin: “Per l’incolumità dei medici approvare emendamenti ad hoc”

Legge Bilancio. Scavone (Ala-Sc) a Lorenzin: “Per l’incolumità dei medici approvare emendamenti ad hoc”
“L'invio di ispettori non basta più così come non bastano delle mere verifiche presso le guardie mediche. Per porre fine alle aggressioni, che stanno drammaticamente aumentando, serve un intervento deciso”. Così Antonio Scavone che aveva presentato undici mesi fa un'interrogazione parlamentare e quindi un ddl

“L'invio di ispettori non basta più così come non bastano delle mere verifiche presso le guardie mediche. E' inaccettabile che i medici subiscano delle violenze mentre lavorano e per porre fine alle aggressioni, che stanno drammaticamente aumentando, serve un intervento deciso. In merito avevo già presentato, a gennaio, undici mesi fa, un'interrogazione parlamentare, caduta nel vuoto. A settembre un ddl, che ancora non è stato nemmeno assegnato a una Commissione per far partire l'iter parlamentare, e adesso è la volta di due emendamenti alla Legge di Bilancio, sui quali il governo non sembra mostrare interesse nonostante l'enorme rilevanza sociale del problema”. Lo annuncia, in una nota, il senatore siciliano del gruppo Ala-Sc Antonio Scavone.

“Il ministro Lorenzin – prosegue – oggi, sulla stampa, risponde alla dottoressa violentata a Catania due mesi fa parlando dei requisiti mancanti alla struttura dove ha avuto luogo lo sconcertante episodio: bagni per i disabili, un ambiente per l'accettazione, bagni separati per utenti e operatori. Per carità, aspetti sacrosanti, ma che poco hanno a che vedere con la sicurezza. Il fatto che invece ci fossero grate alle finestre, porta blindata, telecamere, videocitofono e braccialetto per le chiamate di emergenza, cosa ci dice? Che le misure non sono sufficienti. Come ci si difende da un malintenzionato che arriva da un medico spacciando necessità di cure? Serve ripensare ad un modello unico nazionale di vera tutela degli operatori, medici e infermieri. E non solo in Sicilia, non è un problema regionale, ma nazionale. Come nazionali, purtroppo, sono le aggressioni a cui assistiamo”.

E questo, conclude Scavone, “prevedono i miei emendamenti, che ricalcano il ddl, proponendo, da un lato, di istituire presidi fissi di polizia presso le strutture ospedaliere per tutelare la sicurezza e l'ordine pubblico e, dall'altro, di ricollocare i presidi di guardia medica in ambiente protetto. Non servono grandi manovre, solo un impegno riorganizzativo di buonsenso. Da medico sono accanto ai medici e agli infermieri, per loro sto cercando di ottenere una cosa molto semplice, che dovrebbe essere scontata per chiunque: la sicurezza sul proprio posto di lavoro”.

21 Novembre 2017

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