Liste d’attesa. M5S: “Ok a privato convenzionato per ridurle ma per risolvere problema serve altro”

Liste d’attesa. M5S: “Ok a privato convenzionato per ridurle ma per risolvere problema serve altro”

Liste d’attesa. M5S: “Ok a privato convenzionato per ridurle ma per risolvere problema serve altro”
Il Movimento commenta l’ipotesi lanciata dal Ministro della Salute: “Ricorrere ai privati convenzionati può rivelarsi utile in via emergenziale, ma quella delle liste d’attesa è una criticità strutturale del nostro Servizio Sanitario Nazionale e la chiave per risolverla va cercata altrove”.

La proposta dal ministro Schillaci per ridurre le liste d’attesa è accettabile, ma è soltanto una pezza, non può essere la soluzione definitiva del problema. Ricorrere ai privati convenzionati può rivelarsi utile in via emergenziale, ma quella delle liste d’attesa è una criticità strutturale del nostro Servizio Sanitario Nazionale e la chiave per risolverla va cercata altrove”. Lo scrivono in una nota i Senatori del Movimento 5 Stelle in Commissione Affari Sociali.

“Da anni il M5S denuncia il problema – continuano i Senatori – e ogni volta sottolinea come le uniche soluzioni possibili siano investimenti e digitalizzazione. È necessario rimpolpare gli organici del personale sanitario, investendo in assunzioni, soprattutto dei giovani medici. Va però anche completata la digitalizzazione del comparto sanitario, per permettere di razionalizzare l’accesso a visite ed esami.

Fintanto che il problema delle liste d’attesa non sarà risolto, verrà messo in discussione l’impianto universalistico del nostro SSN: dal momento che spesso chi si trova a dover affrontare tempi biblici nel pubblico finisce per rivolgersi ai privati, infatti, si crea una inaccettabile sperequazione nell’accesso alle cure. Non possiamo tollerare di garantire visite ed esami solo a chi se li può permettere. Per questo motivo, non ci opponiamo al ricorso ai privati convenzionati, ma continueremo a sollecitare il governo per risolvere il problema in maniera definitiva” concludono i Senatori.

09 Febbraio 2023

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