Liste d’attesa. “Provvedimento privo di strategia di lungo periodo, agisce in una logica emergenziale”. L’audizione dell’Anaao

Liste d’attesa. “Provvedimento privo di strategia di lungo periodo, agisce in una logica emergenziale”. L’audizione dell’Anaao

Liste d’attesa. “Provvedimento privo di strategia di lungo periodo, agisce in una logica emergenziale”. L’audizione dell’Anaao
"Servono, quindi, correzioni per garantire certezza dei tempi e risorse appropriate, serve un cambio di rotta reale perché i professionisti che operano nella sanità pubblica, continuando a garantire, nonostante tutto, l’esigibilità del diritto costituzionale alla salute, vanno gratificati, non aggrediti o additati al pubblico ludibrio. Anche per il bene dello stesso Servizio Sanitario Nazionale e dei cittadini che vi si rivolgono". Così l'Anaao alla X commissione del Senato. L’AUDIZIONE

“Il disegno di legge è privo di una strategia di lungo periodo, agisce in una logica di ‘emergenza’ senza fornire una pianificazione chiara e un quadro programmatico generale. Servono, quindi, correzioni per garantire certezza dei tempi e risorse appropriate, serve un cambio di rotta reale perché i professionisti che operano nella sanità pubblica, continuando a garantire, nonostante tutto, l’esigibilità del diritto costituzionale alla salute, vanno gratificati, non aggrediti o additati al pubblico ludibrio. Anche per il bene dello stesso Servizio Sanitario Nazionale e dei cittadini che vi si rivolgono”.

Così l’Anaao nel corso dell’audizione sul disegno di legge sulle liste d’attesa oggi in commissione Affari sociali e Sanità al Senato.

“Servono riforme per prendersi cura dell’impianto del sistema che si sta sgretolando sotto l’effetto della carenza di risorse umane ed economiche. Come emerso anche dal recentissimo rapporto del Cnel (ottobre 2024), la spesa pubblica, benché in risalita a partire dal 2020, è ancora tra le più basse d’Europa mentre la spesa privata dei cittadini continua a crescere (+ 5% solo nell’ultimo anno), a fronte di liste di attesa per l’accesso ai servizi spesso insostenibili e contrarie al principio del diritto alla salute. Di conseguenza si estende il fenomeno della rinuncia alle cure necessarie per problemi economici ed organizzativi, che ha interessato nel 2023 il 7,6% della popolazione, e cresce la realtà dell’impoverimento per cause legate alla salute (che tocca l’1,6% delle famiglie). In una realtà del genere sarebbe opportuno fare una riflessione su problemi strutturali”.

22 Ottobre 2024

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