Liste d’attesa. Schillaci difende gli investimenti del Governo. Quartini (M5S) accusa: “Deriva privatistica”

Liste d’attesa. Schillaci difende gli investimenti del Governo. Quartini (M5S) accusa: “Deriva privatistica”

Liste d’attesa. Schillaci difende gli investimenti del Governo. Quartini (M5S) accusa: “Deriva privatistica”
Il ministro Schillaci ha difeso l'operato del Governo sull'aumento del Fondo sanitario (+18 miliardi al 2026) e sul ruolo complementare del privato accreditato, criticando le Regioni per la mancata spesa del 25% dei fondi per le liste d'attesa. Andrea Quartini (M5S) ha contestato i dati, denunciando che 6 milioni di italiani rinunciano alle cure e accusando l'esecutivo di favorire "la più grande deriva privatistica della sanità italiana".

Un duro confronto sulle liste d’attesa e sul finanziamento della sanità ha visto fronteggiarsi oggi in Aula alla Camera il ministro della Salute Orazio Schillaci e il deputato del M5S Andrea Quartini, promotore di una interrogazione sul tema. Il ministro ha respinto le critiche sul sottofinanziamento, presentando numeri che “dicono il contrario dei tagli”, mentre l’esponente pentastellato ha denunciato “la più grande deriva privatistica della sanità italiana”.

“Parliamo di numeri reali e verificabili: nel 2022 il Fondo sanitario era di 125 miliardi, nel 2026 raggiungerà 142,9 miliardi, con un incremento di quasi 18 miliardi in 4 anni”, ha dichiarato Schillaci, precisando la distinzione tra Fondo sanitario nazionale e spesa sanitaria totale. “Certo, è sempre più comodo parlare di tagli, quando i dati dicono il contrario”.

Il ministro ha poi affrontato il tema del rapporto con le Regioni, richiamando l’articolo 117 del Titolo V: “La tutela della salute è materia concorrente, con le regioni che hanno competenza legislativa e organizzativa”. Schillaci ha citato i dati della Corte dei conti secondo cui “un quarto dei fondi stanziati per l’abbattimento delle liste d’attesa tra il 2022 e il 2024 non è stato speso per lo scopo previsto o è stato inutilizzato”.

Sul delicato tema del privato, il ministro ha tracciato una linea chiara: “Il rapporto tra pubblico e privato in sanità deve essere inteso come un modello di integrazione virtuosa, non come mera contrapposizione. Se il pubblico non riesce a erogare una prestazione in tempo utile per una diagnosi o una cura, è nostro dovere trovare soluzioni. Non è ideologia, è responsabilità verso i cittadini”.

La replica di Quartini è stata durissima: “Con il Governo Meloni, dal 2022, da 4 milioni sono diventati 6 i milioni di cittadini che rinunciano alle cure”. Il deputato M5S ha accusato: “Finanziate in ogni provvedimento utile l’acquisto di prestazioni dal privato, suggellando la più grande deriva privatistica della sanità italiana”.

Quartini ha lanciato anche un attacco personale: “Occorre rescindere i legami con i privati come Angelucci, campione di assenze in quest’Aula”. La soluzione proposta è netta: “Dire ‘no’ allo ‘spacca Italia’ dell’autonomia differenziata, riportando la salute alla centralità dello Stato. Basta con le vostre false narrazioni, che chiaramente indicano il fallimento di questo Governo anche sulla sanità”.

19 Novembre 2025

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