Manovra. Cimo-Fesmed: “Corte Conti conferma nostre preoccupazioni sulla precarietà degli aumenti di stipendio dei sanitari”

Manovra. Cimo-Fesmed: “Corte Conti conferma nostre preoccupazioni sulla precarietà degli aumenti di stipendio dei sanitari”

Manovra. Cimo-Fesmed: “Corte Conti conferma nostre preoccupazioni sulla precarietà degli aumenti di stipendio dei sanitari”
Il sindacato: “Le risorse extracontrattuali stanziate negli ultimi anni sono destinate a svanire, lasciando ancora una volta i sanitari senza risposte e senza prospettive. Occorre far uscire il personale sanitario dalla PA”.

Il recente monito della Corte dei Conti sull’utilizzo di risorse extracontrattuali per la valorizzazione del personale sanitario non può che destare forte preoccupazione nella Federazione CIMO-FESMED.

Secondo la Corte, tale pratica ha determinato un “disallineamento tra il quadro regolativo del rapporto di lavoro del personale della sanità pubblica e quello del restante personale”, evidenziando “l’evidente asistematicità” delle misure proposte per incrementare le retribuzioni dei sanitari. Interventi, questi, “giustificabili in una fase emergenziale, oggi terminata”, ma che ora rischiano di perdere ogni fondamento giuridico ed economico.

In altre parole, la magistratura contabile conferma ciò che CIMO-FESMED ha recentemente denunciato: le risorse extracontrattuali stanziate negli ultimi anni rappresentano un fragile escamotage, destinato a svanire con un tratto di penna, lasciando ancora una volta i medici e i professionisti sanitari senza risposte e senza prospettive.

“A questo punto – si chiede Guido Quici, Presidente CIMO-FESMED – quali misure concrete si intende adottare per convincere medici e professionisti sanitari a restare nel Servizio sanitario nazionale, vincolato dai rigidissimi paletti della Pubblica Amministrazione?”.

La soluzione, secondo la Federazione, è chiara e da tempo sul tavolo: sganciare il comparto sanitario dalla funzione pubblica, per consentire una contrattazione autonoma con le Regioni e con il Ministero della Salute. Solo così sarà possibile costruire un sistema contrattuale moderno, flessibile e in grado di garantire condizioni economiche e professionali adeguate alla complessità del lavoro sanitario.

“Non si può continuare a parlare di valorizzazione del personale senza cambiare le regole del gioco – conclude Quici -. È il momento di passare dalle parole ai fatti e di dare finalmente dignità e futuro a chi ogni giorno tiene in piedi il Servizio sanitario nazionale”.

07 Novembre 2025

© Riproduzione riservata

Manovra. Schillaci: “La prossima settimana incontrerò Giorgetti. Chiederò più assunzioni e stipendi migliori per il personale sanitario”
Manovra. Schillaci: “La prossima settimana incontrerò Giorgetti. Chiederò più assunzioni e stipendi migliori per il personale sanitario”

La valorizzazione del personale sanitario sarà la prima richiesta che il Ministero della Salute porterà al tavolo con il Ministero dell'Economia in vista della prossima legge di bilancio. Ad annunciarlo...

Lea. C’è l’ok della Stato-Regioni al nuovo decreto con le tariffe per specialistica ambulatoriale e protesica. Impatto da 210 milioni di euro
Lea. C’è l’ok della Stato-Regioni al nuovo decreto con le tariffe per specialistica ambulatoriale e protesica. Impatto da 210 milioni di euro

A meno di due mesi dalla scadenza fissata dal Tar del Lazio, arriva il via libera della Conferenza Stato-Regioni al decreto ministeriale che aggiorna le tariffe massime per la remunerazione...

Università. Sì ai 84.196 posti 2026-2027 nelle professioni sanitarie e nei corsi di area medica
Università. Sì ai 84.196 posti 2026-2027 nelle professioni sanitarie e nei corsi di area medica

La Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera al fabbisogno formativo per l’anno accademico 2026/2027 relativo ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina, Odontoiatria e Veterinaria, ai...

Camerae Sanitatis. Intervista a Elena Murelli (Lega): “Il Testo unico della farmaceutica è un primo passo, ma senza innovazione rischia di essere solo un riordino delle norme”
Camerae Sanitatis. Intervista a Elena Murelli (Lega): “Il Testo unico della farmaceutica è un primo passo, ma senza innovazione rischia di essere solo un riordino delle norme”

Riordinare le norme non basta. Per rendere davvero competitivo il sistema farmaceutico italiano serve una riforma capace di riconoscere tutte le forme di innovazione, rafforzare ricerca e sviluppo e mettere...