8 marzo. D’Ambrosio Lettieri (DI): “Ancora molto da fare sulla strada dei diritti e delle pari opportunità”

8 marzo. D’Ambrosio Lettieri (DI): “Ancora molto da fare sulla strada dei diritti e delle pari opportunità”

8 marzo. D’Ambrosio Lettieri (DI): “Ancora molto da fare sulla strada dei diritti e delle pari opportunità”
"Le donne sono ancora discriminate sui luoghi di lavoro, guadagnano meno degli uomini, vivono con grande difficoltà la conciliazione tra famiglia e lavoro per assenza di servizi adeguati. E i dati sulle donne uccise, stuprate, violentate nelle proprie aspirazioni e nella propria dignità sono terrificanti". Così il componente della commissione Sanità del Senato intervenendo in Aula per la celebrazione della Giornata nazionale delle Donne.

"Oggi, nella Giornata internazionale della donna che celebra e promuove i diritti delle donne, possiamo dirci che molti passi avanti sono stati fatti, considerando come spartiacque il riconoscimento del voto alle donne e l’entrata in vigore della Costituzione repubblicana. L’emancipazione femminile è passata nel nostro Paese, in quasi 70 anni dalla entrata in vigore della Carta, attraverso indubbie conquiste legislative. In termini di garanzie lavorative, sia come tutela delle madri lavoratrici sia come opportunità di accesso al mondo del lavoro; sotto il profilo sociale, sanitario e della tutela giuridica della donna, vedi anche il diritto di famiglia; e, infine, in relazione alle pari possibilità di accesso alla vita politica ed economica del Paese. Ma abbiamo il dovere di dirci anche che l’Italia è ancora lontana dalla piena realizzazione del principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della nostra Costituzione". Lo ha dichiarato Luigi d’Ambrosio Lettieri (Direzione Italia) intervenendo nell’aula del Senato, a nome del gruppo, sulla celebrazione della Giornata nazionale delle Donne.
 
 
"Le donne sono ancora discriminate sui luoghi di lavoro, guadagnano meno degli uomini, vivono con grande difficoltà la conciliazione tra famiglia e lavoro per assenza di servizi adeguati, non viene riconosciuto loro il ruolo importantissimo a livello sociale e familiare in riferimento alla pressoché totale presa in carico di familiari disabili, anziani, malati – ha proseguito -. Non solo. I dati sulle donne uccise, stuprate, violentate nelle proprie aspirazioni e nella propria dignità, assoggettate, perseguitate, abusate e sfruttate, a tutte le età e, purtroppo, da parte di chi avrebbe dovuto rappresentare un porto sicuro, sono terrificanti. 120 donne uccise nel 2016 più altre 5 solo dall'inizio del 2017. Negli ultimi dieci anni le donne uccise in Italia sono state 1.740 di cui 1.251 (il 71,9%) in famiglia. Ogni tre giorni e mezzo in media in Italia una donna viene uccisa in ambito familiare o comunque affettivo, mentre ogni giorno, sempre ai danni di donne, si registrano 23 atti persecutori, 28 maltrattamenti, 16 episodi di percosse, 9 di violenze sessuali. E non mancano purtroppo gli abusi su minori, con una fortissima incidenza di violenze nelle famiglie e una responsabilità pressoché esclusiva da parte degli uomini".
 
"Tra i primi nemici di bambine e ragazze risultano esserci i coetanei: lo documentano i dati del ministero della giustizia che segnalano in carico dei servizi sociali ben 817 minori di sesso maschile condannati per violenze sessuali; 267 invece sono responsabili di sfruttamento della pornografia e prostituzione minorile. Allora penso che oggi, nel rispetto delle donne e di noi stessi dobbiamo dirci con onestà che forse nella nostra Italia, oltre all’aspetto legislativo, ci sono anche retaggi culturali da superare a cui si guarda con fastidio. Spesso si gira la testa dall’altra parte. Abbiamo dunque il dovere di sentirci responsabili di questo e impegnati fortemente in un decisivo cambiamento culturale, per combattere violenza e prevaricazioni. Laddove uguaglianza non significa azzeramento delle diversità, ma rispetto della piena realizzazione umana di ciascuno nella propria unicità. Per questo, i diritti inviolabili non possono essere negoziabili, né essere ancora e solo un punto di arrivo. Ma i partenza, per offrire a tutti pari opportunità”, conclude D'Ambrosio Lettieri.

08 Marzo 2017

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