Opg: su dimissioni ancora troppe differenze tra regioni

Opg: su dimissioni ancora troppe differenze tra regioni

Opg: su dimissioni ancora troppe differenze tra regioni
Questa mattina Balduzzi è stato audito dalla commissione d’inchiesta sul Ssn in merito alla questione Opg. Nel documento consegnato dal ministro emerge come su quasi 500 internati circa 300 sono stati dimessi, ma 9 regioni non hanno dimesso neanche il 50% dei pazienti ricoverati, e dimissibili

A partire dal 1 febbraio 2013 gli Ospedali psichiatrici dovranno essere superati. Questo l’impegno sia del governo che del Parlamento, ma che ne sarà degli internati, dove saranno accolti quelli non dimissibili? Queste domande sono centrali nel tentativo di capire quello che succederà a partire da qui a pochi mesi.
 
Oggi il ministro Balduzzi è stato audito dalla commissione d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale che in questa legislatura si è spesa molto per arrivare al superamento degli Opg. Il ministro ai membri della Commissione, presieduta da Ignazio Marino, ha consegnato un documento dal quale si evince come su circa 500 internati, quelli dimessi sono circa 300. Le Regioni in ritardo sono l’Abruzzo (4 pazienti dimessi), la Calabria (3), la Campania (65), la Liguria (13), le Marche (4), il Molise (1), la Puglia (12), il Veneto (3) e la Sicilia dove però il dato non è noto.
 
Questi dati secondo Marino, “confermano i timori della Commissione: a livello locale ancora molte regioni non hanno fatto la loro parte per quanto riguarda le dimissioni negli ospedali psichiatrici giudiziari (Opg)”. Il dato per Marino è preoccupante poiché “molti internati degli ospedali psichiatrici giudiziari avrebbero il diritto di uscire, ma vi sono ancora detenuti contro la legge”. In quanto si tratta di “persone che dovrebbero essere assistite dalle Asl, ma che non sono state ancora riaccolte da queste strutture. Le Asl finora avevano fatto resistenza sulla situazione di questi internati contro la legge, perché mancavano le risorse. Ora le risorse ci sono, ma vorremmo che dal ministero della Salute arrivasse una spinta a impiegarle, una sollecitazione ferma a presentare progetti ad hoc”.
 
Il lavoro del ministero però non è finito. Balduzzi infatti ha assicurato che la Salute segue “con tempestività l'attuazione” della riforma degli Opg e per questo è stato predisposto un sistema di “monitoraggio mese per mese” in particolare per la creazione delle nuove strutture, per le quali “il decreto aveva dato tempi ben precisi”.
 
La prima cosa da fare per Balduzzi “è quello completare l'iter del decreto con i requisiti per le nuove strutture, che al momento è all'attenzione della Conferenza Stato-Regioni”. Successivamente il ministro si riserva insieme alla Collega Severino “di valutare qualche ulteriore atto in questo senso”.
 
Dunque al tema Opg è assicurata massima attenzione da parte del governo, sia per la parte relativa al riaccoglimento nelle strutture territoriali dei pazienti dimissibili, sia infine “sull'uso delle risorse destinate” ai percorsi di cura per i malati sul territorio. 

31 Maggio 2012

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