Piano pandemico. Ministero Salute annuncia l’approvazione per il 30 aprile. Ma sulle scorte strategiche di farmaci e vaccini non chiarisce

Piano pandemico. Ministero Salute annuncia l’approvazione per il 30 aprile. Ma sulle scorte strategiche di farmaci e vaccini non chiarisce

Piano pandemico. Ministero Salute annuncia l’approvazione per il 30 aprile. Ma sulle scorte strategiche di farmaci e vaccini non chiarisce

Il sottosegretario alla Salute risponde a un question time del M5S. Il ministero non dettaglia però i dati concreti richiesti dall’interrogazione. Sportiello chiedeva scorte, aggiornamento e idoneità all’uso. Oggi sappiamo solo che il nuovo piano sarà pluri-patogeno.

Un nuovo piano pandemico nazionale è in dirittura d’arrivo (vedi ultimo testo). Lo ha annunciato oggi pomeriggio il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, rispondendo in commissione Affari sociali alla Camera a un question time presentato dalla deputata Gilda Sportiello (M5S). L’approvazione in Conferenza Unificata è fissata per il 30 aprile 2026.

Tuttavia, se sull’iter del nuovo documento la risposta è stata puntuale, sul resto – e in particolare su ciò che l’interrogazione chiedeva con precisione – le risposte sono state poco esaustive.

Cosa chiedeva l’interrogazione (e cosa non è stato detto)
L’atto di sindacato ispettivo della deputata Sportiello (testo 5-05318) partiva da un fatto incontestabile: il PanFlu 2021-2023 è scaduto e il nuovo Piano pandemico 2025-2029, pur annunciato più volte, non è ancora stato formalmente adottato. Eppure, la legge di bilancio 2025 ha già stanziato risorse ingenti: 50 milioni per il 2025, 150 per il 2026 e 300 milioni annui a decorrere dal 2027.

L’interrogazione chiedeva al Ministro della salute di confermare quale piano fosse attualmente vigente (cosa che Gemmato ha fatto: il PanFlu 2021-2023), ma soprattutto chiedeva dati concreti e urgenti:

– lo stato, la consistenza e l’aggiornamento delle scorte strategiche di farmaci antivirali e vaccini;

– la loro effettiva disponibilità;

– la loro validità legale e idoneità clinica all’impiego in caso di emergenza.

Su questi punti specifici – il cuore operativo della preparedness pandemica – il Ministero della Salute non ha fornito alcuna risposta.

Il sottosegretario ha descritto in modo dettagliato la governance attuale: la Rete Italiana di Preparedness, i gruppi tecnici, la Rete DISPATCH, il gruppo di esperti per i laboratori pubblici umani e veterinari. Ha informato la Commissione che il gruppo di esperti si è riunito dopo il caso di virus A(H9N2) del 24 marzo 2026, concludendo che il rischio per la popolazione generale è basso. Ha elencato le collaborazioni europee con DG HERA, i contratti di acquisto congiunto (Joint Procurement) e i contratti di prelazione per vaccini.

Sul nuovo piano, Gemmato ha spiegato il cambiamento più importante: si passerà da un piano riferito alla sola pandemia influenzale a un piano esteso alle pandemie da patogeni a trasmissione respiratoria (approccio pluri-patogeno). La gestione delle scorte, ha detto, “cambia sostanzialmente”.

Il ministero della Salute non ha però dettagliato come cambia, né a che punto è oggi. Nessun numero, nessuna quantità, nessuna data di scadenza, nessun contratto di fornitura ancora in essere. Sulle scorte strategiche, la risposta del dicastero ha glissato.

L’interrogazione chiedeva proprio quello: “stato, consistenza, aggiornamento, validità legale, idoneità clinica”. Parole che non compaiono nella risposta. L’unico accenno concreto è stato il riferimento a un caso specifico di virus aviario, ma nulla sulle scorte di farmaci e vaccini pronti all’uso.

La domanda di fondo resta senza risposta: se oggi scoppiasse una nuova emergenza pandemica, l’Italia ha scorte sufficienti, aggiornate e clinicamente utilizzabili? E, se sì, in che quantità e con quali scadenze?

G.R.

29 Aprile 2026

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