Pubblico impiego. Madia prova a lanciare lo “smart working”

Pubblico impiego. Madia prova a lanciare lo “smart working”

Pubblico impiego. Madia prova a lanciare lo “smart working”
Il Governo al lavoro su una direttiva prevista dalla riforma con soluzioni innovative e 'family friendly', per aiutare chi è dipendente e anche genitore. Spinta al telelavoro, part-time più semplice e un sistema che porti a stringere accordi tra amministrazioni e asili nido e tra enti per campi estivi (servizi aperti durante i periodi di chiusura delle scuole) dedicati ai figli dei dipendenti. Le anticipazioni dell’Ansa.

Cambiare il pubblico impiego non solo contrastando gli assenteisti, ma anche attraverso nuove formule che abbattano le barriere casa-ufficio. L'obiettivo da centrare, infatti, non è quello di totalizzare quante più ore possibili davanti alla scrivania, ma raggiungere dei target per servizi pubblici funzionanti e di qualità.
 
Sarebbe questa la strategia del governo – anticipata questa mattina dall’Ansa – che sta lavorando su una direttiva ad hoc, prevista dalla riforma Madia, che punta proprio sullo smartworking, ovvero su soluzioni innovative e 'family friendly', per aiutare chi è dipendente e anche genitore. D'altra parte l'immagine dell'impiegato pubblico, nonostante l'era digitale, non è cambiata molto negli anni, anzi nei decenni. 

Spinta al telelavoro, part-time più semplice e un sistema che porti a stringere accordi tra amministrazioni e asili nido e tra enti per campi estivi (servizi aperti durante i periodi di chiusura delle scuole) dedicati ai figli dei dipendenti.
 
Secondo l’Ansa è questa la ricetta che sta preparando il ministero di Marianna Madia insieme al dipartimento per le Pari opportunità di Maria Elena Boschi finalizzata soprattutto a migliorare la conciliazione vita-lavoro.
 
Sempre secondo le anticipazioni dell’Ansa anche il rinnovo dei contratti potrebbe riservare qualche sorpresa in materia, giocando sulla flessibilità oraria. Intanto si parte da quanto detta la riforma Madia, in cui si stabilisce che, laddove ci siano richieste, almeno il 10% dei dipendenti entro il 2018 debba essere messo in condizione di prestare servizio attraverso nuove modalità spazio temporali di gestione del lavoro. 

I dati del Conto annuale della Ragioneria dello Stato mostrano che al momento la quota di statali in telelavoro è quasi pari a zero e che il part time, è fermo a una quota del 5,6%.
 
Nella direttiva del governo dovrebbe anche essere previsto che la capacità di organizzare l'ufficio tenendo conto delle necessità di chi è genitore dovrebbe rientrare nei canoni di valutazione del team. Senza perdere d'occhio l'efficacia e l'efficienza del servizio, per cui l'impatto dello smartworking sarebbe soggetto a un monitoraggio specifico.
 
La conciliazione vita-lavoro non dovrebbe essere invece toccata dal nuovo Testo Unico del pubblico impiego, che oggi sarà al centro del confronto con Cgil, Cisl e Uil. L'approdo del decreto in Cdm è previsto alla fine della settimana (ma c'è tempo fino al 28).
 
Fonte: Ansa

13 Febbraio 2017

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