Question time/2. Speranza su terapie domiciliari: “Con investimenti Pnrr vogliamo diventare il primo Paese d’Europa”

Question time/2. Speranza su terapie domiciliari: “Con investimenti Pnrr vogliamo diventare il primo Paese d’Europa”

Question time/2. Speranza su terapie domiciliari: “Con investimenti Pnrr vogliamo diventare il primo Paese d’Europa”
"Nel Pnrr c'è un investimento senza precedenti: stiamo parlando di 4 miliardi, compreso 1 miliardo per la telemedicina. Fino a pochi mesi fa l'assistenza domiciliare per le persone sopra i 65 anni era del 4 per cento, mentre la media dei Paesi Ocse è al 6 per cento. Con gli investimenti del Pnrr, il nostro obiettivo è far diventare l'Italia il primo Paese d'Europa per assistenza domiciliare, con il 10 per cento". Così il ministro della Salute rispondendo al quetion time di Bologna (CI).

“In materia di assistenza domiciliare, l’iniziativa del Governo è molto, molto forte. In modo particolare, nel Pnrr c’è un investimento senza precedenti: stiamo parlando di 4 miliardi, compreso 1 miliardo per la telemedicina. Fino a pochi mesi fa l’assistenza domiciliare per le persone sopra i 65 anni era del 4 per cento, mentre la media dei Paesi Ocse è al 6 per cento. I principali Paesi che sono avanti su questa vicenda sono Germania e Svezia, con il 9 per cento. Con gli investimenti del Pnrr, il nostro obiettivo è far diventare l’Italia il primo Paese d’Europa per assistenza domiciliare, con il 10 per cento”.

Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, rispondendo alla Camera al question time sul tema presentato da Fabiola Bologna (CI).

Di seguito la risposta integrale del ministro Speranza:
“Grazie, onorevole Bologna, per porre l’attenzione su un tema molto importante che tocca due ambiti che credo siano particolarmente strategici per il nostro Servizio sanitario nazionale: da una parte, le malattie rare e, dall’altra, l’assistenza domiciliare.

Come lei sa benissimo, la legge n. 175 del 2021 ha rappresentato un importante passo in avanti, svolto con il consenso unanime di tutto il Parlamento. Posso confermarle che il lavoro che faremo andrà nella direzione dell’universalità del nostro Servizio sanitario nazionale. Non può certo essere la quantità di persone affette da una determinata patologia a ridurre l’assistenza del nostro Paese.

Come è noto, le malattie rare sono quelle con prevalenza di 5 persone ogni 10 mila abitanti. I numeri sono enormi, non solo in Italia, a livello mondiale parliamo di circa 300 milioni di persone coinvolte. Noi faremo tutto quello che è necessario per rafforzare la ricerca, in un ambito in cui essa è particolarmente rilevante, e migliorare l’assistenza.

L’assistenza domiciliare è importante sempre; lo è, a maggior ragione, per le malattie rare ed è una chiave decisiva che ha portato l’Aifa a quelle determinazioni che lei ha indicato. Noi lavoreremo, in collaborazione con Aifa, per valutarle oggi in una situazione diversa, non più di stato di emergenza, con l’obiettivo evidentemente di non ridurre i livelli di assistenza domiciliare.

Mi permetta di dire che, in materia di assistenza domiciliare, l’iniziativa del Governo è molto, molto forte. In modo particolare, nel PNRR c’è un investimento senza precedenti: stiamo parlando di 4 miliardi, compreso 1 miliardo per la telemedicina. Fino a pochi mesi fa l’assistenza domiciliare per le persone sopra i 65 anni era del 4 per cento, mentre la media dei Paesi OCSE è al 6 per cento. I principali Paesi che sono avanti su questa vicenda sono Germania e Svezia, con il 9 per cento.

Con gli investimenti del PNRR, il nostro obiettivo è far diventare l’Italia il primo Paese d’Europa per assistenza domiciliare, con il 10 per cento. Più risorse sul Servizio sanitario nazionale serviranno anche a questo obiettivo”.

In sede di replica Fabiola Bologna (CI) ha dichiarato: “Ringrazio il Ministro per questa risposta e anche per aver ricordato che in questa legislatura è stata approvata la nuova legge sulle malattie rare, di cui sono stata firmataria e relatrice. Ora auspichiamo davvero una rapida predisposizione dei decreti attuativi della nuova legge sulle malattie rare, perché essi consentiranno di rendere effettiva la legge e di vederne i risultati nella vita quotidiana delle persone, a partire dall’aggiornamento del Piano nazionale malattie rare che rappresenta il libretto di istruzioni della legge e che definisce gli obiettivi e gli interventi pertinenti nel settore delle malattie rare e della rete delle malattie rare. Particolare rilievo nella legge assume il Piano diagnostico terapeutico assistenziale personalizzato che comprende tutte le prestazioni per la diagnosi e le terapie, dove le cure domiciliari acquistano una particolare importanza, anche in armonia con i progetti della Missione Salute del PNRR che citava il Ministro, per tutti i pazienti che potranno usufruirne.

La terapia domiciliare monitorata dal medico del centro di riferimento presenta numerosi benefici, quali aderenza al trattamento, appropriatezza della cura, miglioramento da un punto di vista psicologico, somministrazione in sicurezza e in ambiente familiare, riservatezza della condizione del paziente, facilitazioni logistiche per la vita quotidiana, dallo studio al lavoro, e risparmio economico per favorire la sostenibilità del sistema sanitario.

In questa legislatura abbiamo riportato le malattie rare al centro dell’agenda politica, con la collaborazione del Ministero della Salute, dei medici specialisti, delle società scientifiche, delle associazioni dei malati e grazie anche a campagne informative di agenzie giornalistiche. Il risultato raggiunto con l’entrata in vigore della nuova legge sulle malattie rare ci sollecita ad impegnarci sempre di più per giungere al trasferimento delle norme nella vita reale, per migliorare la qualità di vita dei malati rari e delle loro famiglie”.

06 Aprile 2022

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