Regolamento Sanitario Internazionale. Lai (Pd): “Irresponsabile il rifiuto degli emendamenti” 

Regolamento Sanitario Internazionale. Lai (Pd): “Irresponsabile il rifiuto degli emendamenti” 

Regolamento Sanitario Internazionale. Lai (Pd): “Irresponsabile il rifiuto degli emendamenti” 
Per il deputato Dem, la decisione dell’Italia rischia di minare la cooperazione globale nella lotta alle pandemie. “Il Governo ascolti l’appello delle 75 Società scientifiche italiane e torni sui propri passi, accettando il nuovo RSI e aprendo un confronto serio con la comunità scientifica e con il Parlamento. Non si può parlare di prevenzione nei convegni e poi boicottare le uniche vere regole globali che ci preparano alla prossima emergenza sanitaria”.

Sulla decisione del Governo italiano notificata ufficialmente all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) relativamente al rifiuto degli emendamenti 2024 al Regolamento Sanitario Internazionale (RSI), prende posizione il deputato sardo Silvio Lai (PD) della commissione Bilancio che contatta Quotidiano Sanità e spiega i rischi di un passo indietro di questo tipo da parte del Governo, che rischia di minare la cooperazione globale nella lotta alle pandemie.

“La decisione del governo Meloni di rigettare formalmente gli emendamenti al Regolamento sanitario internazionale proposti dall’Organizzazione mondiale della Sanità è grave e irresponsabile – dichiara Lai -. Un passo indietro che mina la cooperazione globale nella lotta alle pandemie e contraddice in modo palese i proclami sulla centralità della prevenzione nel Servizio sanitario nazionale”.

“La posizione italiana – sottolinea il deputato – ricalca quella degli Stati Uniti di Donald Trump, ma è in aperto contrasto con l’appello di oltre 75 Società scientifiche cliniche italiane, riunite nel FoSSC, che hanno definito questa scelta miope e pericolosa. L’Italia è stato uno dei Paesi più colpiti dal Covid: rifiutare oggi regole comuni per prevenire le pandemie significa dimenticare in fretta i sacrifici, i morti, la pressione sugli ospedali, la paralisi del Paese”.

“In questi giorni – prosegue Lai -, durante il Forum politico di Alto livello delle Nazioni Unite (Hlpf) e la sessione dell’Ecosoc dedicata alla salute globale, esperti come il prof. Ibrahim Abubakar hanno ribadito che ‘la prossima pandemia non accadrà tra 100 anni, ma molto prima’, invitando i governi a rafforzare la cooperazione e a dotarsi di sistemi flessibili e transnazionali per anticipare le crisi sanitarie. Il paradosso è che, mentre esponenti della maggioranza parlano pubblicamente della necessità di rafforzare la prevenzione e di costruire un nuovo equilibrio tra spesa sanitaria e salute pubblica, il Governo che essi sostengono rifiuta proprio quegli strumenti internazionali che renderebbero possibile questo cambiamento. Anzi, il loro partito arriva perfino a vantarsi sui social del rifiuto delle procedure con lo slogan ‘mai più limitazioni delle libertà personali”.

“Il governo – conclude Lai – ascolti l’appello delle 75 Società scientifiche italiane e torni sui propri passi, accettando il nuovo Regolamento sanitario internazionale e aprendo un confronto serio con la comunità scientifica e con il Parlamento. Non si può parlare di prevenzione nei convegni e poi boicottare le uniche vere regole globali che ci preparano alla prossima emergenza sanitaria. Il governo smetta di cedere alla propaganda sovranista e scelga la scienza, la responsabilità e la cooperazione”.

Elisabetta Caredda

Elisabetta Caredda

28 Luglio 2025

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