Schillaci: “Inaccettabile che l’aspettativa di vita dipenda dal Codice di avviamento postale”

Schillaci: “Inaccettabile che l’aspettativa di vita dipenda dal Codice di avviamento postale”

Schillaci: “Inaccettabile che l’aspettativa di vita dipenda dal Codice di avviamento postale”
Il ministro definisce "inaccettabile" la disparità dell'aspettativa di vita tra diverse zone d'Italia, impegnandosi a rendere la sanità più uniforme. Individua nella prevenzione la chiave per la sostenibilità, per "avere meno malati in futuro". Sulla fuga dei medici, sottolinea che la priorità non sono solo gli stipendi ma meno burocrazia e contratti più flessibili. Annuncia inoltre 6.300 posti in più per gli infermieri e il superamento del tetto assunzionale.

“È inaccettabile che l’aspettativa di vita dipenda dal Cap, da dove una persona risiede. Questo non è giusto, non è corretto, va combattuto”. Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, è intervenuto durante la rubrica ‘Basta la Salute’ su Rainews 24, ribadendo il suo impegno nella lotta alle disuguaglianze sanitarie.

“È un qualcosa che purtroppo avviene da anni in Italia, da almeno 15 anni. Noi vogliamo abbattere le disuguaglianze, rendere la sanità più uniforme indipendentemente da dove uno abita e da quanto uno guadagna”, ha precisato il ministro, riconoscendo la gravità di un divario territoriale che persiste da troppo tempo.

Sul tema scottante della sostenibilità dei farmaci innovativi, Schillaci ha indicato la prevenzione come strada maestra: “Con una popolazione anziana che invecchia, che ha tante malattie, noi dobbiamo puntare decisamente sulla prevenzione. Ed è quello che abbiamo fatto nella legge di Bilancio. Noi vogliamo avere meno malati in futuro per poter curare meglio tutti quelli che hanno delle patologie, anche quando ci sono farmaci costosi che non possono non essere somministrati a tutti quelli che hanno bisogno”.

Particolarmente significative le parole del ministro sul tema della fuga dei professionisti sanitari all’estero. “Ogni volta che vado all’estero e incontro medici, ricercatori italiani, operatori sanitari”, ha rivelato Schillaci, “il primum movens della loro ‘fuga’ non sono i soldi, ma avere meno burocrazia, avere dei contratti di lavoro più flessibili. Per questo io dico e ripeto che i contratti di lavoro degli operatori sanitari dovrebbero essere riportati all’interno del ministero della Salute”.

Secondo il ministro, le nuove generazioni chiedono soprattutto “flessibilità, meno burocrazia, più possibilità di fare carriera”.

Sul fronte degli infermieri, Schillaci ha annunciato misure concrete: “Abbiamo aggiunto 6.300 posti in più, abbiamo superato il famoso tetto assunzionale. Le Regioni possono assumere più infermieri. Ci vuole ora un programma ben definito per far sì che gli infermieri vengano assunti, ma insieme dobbiamo rendere più attrattiva la professione dell’infermiere”.

Un piano che unisce quindi l’aumento delle assunzioni a un lavoro più strutturale sul riconoscimento professionale, per affrontare quella che è ormai diventata un’emergenza nazionale nel sistema sanitario.

05 Novembre 2025

© Riproduzione riservata

Manovra. Bocciatura unanime della Conferenza delle Regioni che avverte: “Fondo sanitario insufficiente, così a rischio la garanzia dei Lea”
Manovra. Bocciatura unanime della Conferenza delle Regioni che avverte: “Fondo sanitario insufficiente, così a rischio la garanzia dei Lea”

La manovra aumenta le risorse per la sanità, ma per le Regioni non è abbastanza. E il problema, avvertono i presidenti, non è soltanto la difficoltà di far quadrare i...

Schillaci difende la manovra alla Camera: “Non ci sono tagli, per la sanità i fondi non bastano mai”. Faraone (Iv): “È prigioniero politico nel Governo”
Schillaci difende la manovra alla Camera: “Non ci sono tagli, per la sanità i fondi non bastano mai”. Faraone (Iv): “È prigioniero politico nel Governo”

Per Orazio Schillaci, nella legge di bilancio non c'è la parola "tagli". Per Davide Faraone, invece, il problema è tutto in quei 3,1 miliardi che mancano rispetto ai 5,5 richiesti...

Camerae Sanitatis. Intervista a Silvia Roggiani (PD): “Sanità, serve arrivare al 7,5% del Pil”. E sul payback: “Il sistema non ha funzionato”
Camerae Sanitatis. Intervista a Silvia Roggiani (PD): “Sanità, serve arrivare al 7,5% del Pil”. E sul payback: “Il sistema non ha funzionato”

Un finanziamento della sanità pari ad almeno il 7,5% del Pil, investimenti strutturali sul personale e una rete territoriale pienamente operativa. Ma anche una revisione del payback farmaceutico, che ha...

Liste d’attesa. Schillaci: “Due milioni di prestazioni in più nei primi 9 mesi del 2026”. E screening mammografico esteso dai 45 ai 49 anni
Liste d’attesa. Schillaci: “Due milioni di prestazioni in più nei primi 9 mesi del 2026”. E screening mammografico esteso dai 45 ai 49 anni

"Il Fondo sanitario è al livello più alto e continua a crescere, ma un sistema non è adeguato solo per quanto mette dentro, lo è per come quelle risorse poi...