Schillaci: “Questa manovra prevede il più grande aumento mai registrato”. E su intramoenia: “Libera professione non può negare la prestazione pubblica”

Schillaci: “Questa manovra prevede il più grande aumento mai registrato”. E su intramoenia: “Libera professione non può negare la prestazione pubblica”

Schillaci: “Questa manovra prevede il più grande aumento mai registrato”. E su intramoenia: “Libera professione non può negare la prestazione pubblica”
Il Ministro della Salute in un’intervista a ‘La Stampa’ parla anche della carenza di infermieri: “È la vera emergenza. Nell'immediato attingiamo anche dall'estero con protocolli bilaterali. Ma il tema è rendere attrattiva la professione”.

“I numeri parlano chiaro: questa manovra prevede il più grande aumento mai registrato, 136,5 miliardi per il 2025, oltre 10 miliardi in più rispetto al 2022. Il confronto con il Pil è metodologicamente scorretto. Durante la crisi finanziaria del 2007-2008, il suo crollo fece aumentare automaticamente la percentuale del finanziamento sanitario, eppure la sanità subiva solo tagli pesantissimi. Quindi la percentuale cresceva mentre il sistema collassava. Ha senso come parametro? Quello che conta davvero è: quante risorse effettive arrivano? Come vengono spese? Abbiamo Regioni che non hanno ancora utilizzato i fondi assegnati per le liste d’attesa. Questo è il vero scandalo, non il rapporto con il Pil”. È quanto afferma il Ministro della Salute, Orazio Schillaci in un’intervista a ‘La Stampa’ in cu ha affrontato il tema delle liste d’attesa: “La piattaforma ci dice che la tendenza in questo ultimo anno si sta invertendo. Chi applica le norme che abbiamo varato sulle liste d’attesa sta ottenendo performance notevoli. La strada è quella dell’organizzazione seria delle agende, del coordinamento fra pubblico e privato per garantire il più possibile il diritto alla salute di ogni cittadino, soprattutto se fragile o indigente”.

Sempre sulle liste d’attesa il Ministro ha affrontato la questione intramoenia: “ La libera professione è un diritto, ma non può negare la prestazione pubblica. Il problema nasce quando ci sono più prestazioni a pagamento che in SSN, quando l’attesa pubblica è di sei mesi e l’intramoenia di due settimane. Se lo sbilanciamento nega il diritto alle cure, è verosimile ipotizzare una sospensione temporanea. Il patto è chiaro: prima il pubblico, poi il privato convenzionato. Dove vediamo criticità, interveniamo per garantire equità”

Infine, sulla carenza infermieri il Ministro ricorda che “è la vera emergenza. Nell’immediato attingiamo anche dall’estero con protocolli bilaterali. Ma il tema è rendere attrattiva la professione: formazione specialistica universitaria, super-OSS, aumenti contrattuali. Il capitale umano non si crea per legge ma va coltivato”.

17 Novembre 2025

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