Sit: “Innovazione tecnologica per riorganizzare Ssn”

Sit: “Innovazione tecnologica per riorganizzare Ssn”

Sit: “Innovazione tecnologica per riorganizzare Ssn”
Per la Società italiana di telemedicina e sanità elettronica la mancanza di una governance nel campo della telemedicina “penalizza il Ssn e lo priva di uno strumento che potrebbe offrire risposte adeguate alla accresciuta domanda di salute dei cittadini ed alle esigenze di risparmio del Paese”.

Mentre la riforma delle cure primarie ripropone con forza il potenziamento dei servizi sanitari territoriali ed il loro collegamento con l'ospedale, il recente taglio di oltre 7300 posti letto imposto dalla spending review mettono in evidenza la crescente necessità di riorganizzare il sistema sanitario italiano. La Società italiana di telemedicina e sanità elettronica (Sit) è convinta che, proprio nei momenti di crisi, “bisogna avere il coraggio di innovare e di lavorare insieme per il cambiamento – si legge in una nota della Sit – occorre ripensare il Servizio sanitario nazionale alla luce delle possibilità offerte dall'innovazione tecnologica e dalla telemedicina in particolare”.

Negli ultimi anni esperienze in tal senso si sono moltiplicate su tutto il territorio nazionale, ma, come ha spiegato la Sit, non essendo coordinate né armonizzate, sono rimaste esperienze troppo frammentate, non solo tra le singole regioni, ma talvolta anche tra strutture territoriali e ospedali di una stessa area, inibendo di fatto la possibilità per la telemedicina di realizzare quella tanto auspicata continuità assistenziale di cui si avrebbe bisogno.

“La frammentazione delle esperienze rappresenta oggi uno spreco di energie e di risorse e, ancora troppo spesso, ci sono molte esperienze di successo che si concludono non appena termina il finanziamento – prosegue la nota – a riguardo si citano, ad esempio, il progetto Dreaming della Asl di Trieste, interrotto a marzo 2012 per mancanza di finanziamenti o quello in corso presso il Regina Coeli di Roma, unica esperienza italiana di telemedicina attiva con le carceri, che rischia di concludersi per mancanza di erogazione di finanziamenti già stanziati”.

“La mancanza di una governance nel campo della telemedicina penalizza il servizio sanitario nazionale e lo priva di uno strumento che, con una progettualità concreta e con limitati investimenti, potrebbe offrire, in tempi brevi, risposte adeguate alla accresciuta domanda di salute dei cittadini ed alle esigenze di risparmio del paese”, questa la convinzione della Società italiana di telemedicina e sanità elettronica.

Molti altri Paesi europei si sono già orientati verso l'applicazione su larga scala di tali soluzioni. “Auspichiamo che anche l’Italia sappia presto allinearsi alle direttive europee sull'implementazione di sistemi assistenziali basati sull'uso coordinato delle innovazioni tecnologiche e centrati sulle esigenze dei cittadini – conclude il comunicato – la Società italiana di telemedicina, in sintonia con la comunità scientifica nazionale, ritiene che la spending review in ambito sanitario, alla luce delle considerazioni fatte, debba essere centrata sull'eliminazione degli sprechi, reindirizzando le risorse così ottenute sugli investimenti necessari per lo sviluppo, anche nel nostro paese, di servizi sanitari più efficienti ed adeguati alle esigenze dei cittadini”.

22 Dicembre 2012

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