Spending review. Consiglio ministri approva il decreto. Per la sanità 5 miliardi di tagli

Spending review. Consiglio ministri approva il decreto. Per la sanità 5 miliardi di tagli

Spending review. Consiglio ministri approva il decreto. Per la sanità 5 miliardi di tagli
Il Governo ha approvato il decreto recante le "disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica". Interventi su beni e servizi, farmaci, dispositivi medici e acquisto di prestazioni dal privato accreditato. Salta taglio piccoli ospedali, ma resta il taglio dei posti letto. Il comunicato ufficiale del Governo.

Una nottata lunga per il varo della manovra di revisione della spesa pubblica, resa obbligata dalla volontà del Governo di evitare l'aumento di 2 punti dell'Iva a partire dal prossimo ottobre.

Per tutta la durata del Cdm si sono alternate voci discordanti sulla partita sanità. Il nodo soprattutto quello degli ospedali. Il testo entrato prevedeva infatti due paragrafi: l'abbassamento del rapporto tra posti letto e popolazione, dall'attuale 4 per mille al 3,7 per mille, e la chiusura d'ufficio di tutti gli ospedali a gestione diretta con meno di 120 posti letto.
  
Alla fine l'ha spuntata il ministro Balduzzi ottenendo che nella norma si faccia esclusivamente riferimento alla necessità che le Regioni avviino piani di razionalizzazione della rete ospedaliera con l'obiettivo di un rapporto del 3,7 posti letto per mille abitanti e di un tasso di ospedalizzazione del 160 per mille. 

Ma vediamo le misure approvate ieri notte. Per la sanità l'intervento che comporterà una riduzione complessiva delle risorse al Ssn di 5 miliardi di euro nel triennio 2012/2014, si concentrerà su quattro aree: beni e servizi, farmaci,dispositivi medici e prestazioni dal privato accreditato.
Nel comunicato, come abbiamo visto, non si parla di ospedali: nè della chiusura dei piccoli, né della riduzione del rapporto tra posti letto e abitanti al 3,7 per mille (vedi articolo).

La sforbiciata di Monti & C. parte da una constatazione: "L’analisi della spesa sanitaria delle diverse Regioni, delle singole Aziende sanitarie locali e ospedaliere ha evidenziato una notevole variabilità dei costi sostenuti per l’acquisto di beni e servizi (sanitari e non sanitari) di farmaci e di dispositivi medici".
Da qui la decisione di "concentrare gli sforzi per una riduzione dei costi sanitari su 4 capitoli di spesa":

condizioni di acquisto e fornitura di beni e servizi. Si prevede anzitutto la rideterminazione degli importi e delle prestazioni previsti nei singoli contratti di fornitura nella misura del 5%, a decorrere dall’entrata in vigore del decreto legge e per tutta la durata del contratto. Tale misura straordinaria – finalizzata ad anticipare già nel 2012 le misure sui beni e servizi previste dal decreto legge n. 98 del 2011 – produrrà pienamenti i suoi effetti a decorrere dal 2013 e sarà basata sull’obbligo per le centrali di acquisto di tenere conto dei nuovi contratti dei prezzi di riferimento che via via l’Autorità di controllo sui contratti pubblici renderà noti e disponibili. Per i contratti già stipulati è prevista invece una rinegoziazione tra Azienda sanitaria e fornitori, oppure la possibilità di recesso da parte della struttura pubblica, nel caso di significativi scostamenti (20%) tra i prezzi in vigore e quello di riferimento (in deroga all’articolo 1171 del Codice civile).

spesa per farmaci. Per il 2012 è previsto un aumento dello sconto obbligatorio che le farmacie e le aziende farmaceutiche praticano nei confronti del Servizio Sanitario Nazionale. Lo sconto passa, per le farmacie, da 1,82% a 3,85% ed è variabile, a partire dall’entrata in vigore del decreto, per il 2012, 2013, e 2014. Per le aziende farmaceutiche lo sconto passa da 1,83% a 6,5%, per il solo anno 2012, a partire dall’entrata in vigore del decreto. Per gli anni successivi la revisione della spesa viene operata tramite una ridefinizione delle regole che prevedono un tetto di spesa sia per la farmaceutica convenzionata territoriale che per la farmaceutica ospedaliera. Per la farmaceutica territoriale viene individuato un nuovo tetto di spesa pari all’11,5% (rispetto al precedente 13,3%). Per la farmaceutica ospedaliera il nuovo tetto è del 3,2% (rispetto al precedente 2,4%). Nel caso di sfondamento del tetto della farmaceutica territoriale viene confermato il meccanismo di ripiano totalmente a carico della filiera farmaceutica (aziende, grossisti, farmacisti); per lo sfondamento della spesa farmaceutica ospedaliera, che fino ad oggi è stato tutto a carico delle Regioni, viene introdotto un meccanismo di ripiano che pone a carico delle aziende farmaceutiche il 50% del totale.

spesa per dispositivi medici. Per il solo secondo semestre 2012 viene previsto un abbattimento del 5% degli importi e dei volumi di fornitura. Mentre nel 2013 la revisione della spesa viene realizzata tramite la fissazione di un tetto di spesa pari al 4,8% per tali dispositivi. Le Regioni sono chiamate a garantire tale tetto di spesa sia attraverso l’utilizzo dei prezzi di riferimento, sia attraverso interventi di razionalizzazione nella fase di acquisto, immagazzinamento e utilizzo degli stessi nelle attività assistenziali.

acquisto di prestazioni sanitarie da soggetti privati accreditati. La misura prevista consiste in una riduzione del budget assegnato alle singole strutture pari all’1% per il 2012 e al 2% per il 2013, rispetto al budget 2011. 

06 Luglio 2012

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