Vaccini Covid. Dopo la rotta tracciata da Draghi, Ministero e Commissario al lavoro per mettere il turbo alla campagna

Vaccini Covid. Dopo la rotta tracciata da Draghi, Ministero e Commissario al lavoro per mettere il turbo alla campagna

Vaccini Covid. Dopo la rotta tracciata da Draghi, Ministero e Commissario al lavoro per mettere il turbo alla campagna
Confronto tra i tecnici del Dicastero, il Commissario Arcuri e il Cts. Sul tavolo la necessità di supportare le Regioni che sono più indietro nell’individuazione di siti ove vaccinare dato che sembra ormai tramontato il modello delle Primule. Pressing sulle Regioni per allentare un po’ la linea della prudenza nell’utilizzo delle dosi. Infine sul tavolo l’ipotesi per la fascia 55-65 anni di lasciare libertà di rifiuto del vaccino AstraZeneca senza per questo perdere il proprio diritto di priorità.

“Abbiamo bisogno di mobilitare tutte le energie su cui possiamo contare ricorrendo alla protezione civile, alle forze armate, ai tanti volontari. Non dobbiamo limitare le vaccinazioni all’interno di luoghi specifici, spesso ancora non pronti: abbiamo il dovere di renderle possibili in tutte le strutture disponibili, pubbliche e private. La velocità è essenziale non solo per proteggere gli individui e le loro comunità sociali, ma ora anche per ridurre le possibilità che sorgano altre varianti del virus”.
 
Queste le parole del presidente del Consiglio Mario Draghi oggi in Senato per la fiducia del nuovo Esecutivo in cui ha delineato la sua road map per mettere il turbo alla campagna di vaccinazione anti Covid. E così a stretto giro il Ministero della Salute, il Commissario Arcuri e il Comitato tecnico scientifico si sono riuniti per dare gambe all’input del neo presidente.
 
Primo punto sul tavolo, a quanto si apprende, la necessità di supportare le Regioni che sono più indietro nell’individuazione di siti ove vaccinare dato che sembra ormai tramontato il modello delle Primule. Il compito è stato affidato al Commissario Domenico Arcuri che dovrà raccordarsi con gli Enti locali per trovare i siti: palazzetti, poli fieristici e qualunque spazio idoneo per la vaccinazione di massa. Il tutto in attesa di aprire anche al supporto dei privati.
 
Altro tema che si è affrontato è quello di spingere le Regioni ad accelerare le immunizzazioni allentando un po’ la linea della prudenza nell’utilizzo delle dosi dopo il rallentamento della consegna delle dosi che qualche settimana fa ha fatto frenare la campagna. Ad oggi sono state somministrate il 78% delle dosi ma ci sono alcune Regioni che sono ampiamente sotto la media nazionale. Di qui in avanti c’è fiducia che le consegne non subiranno più ritardi e visto il calendario nei prossimi due mesi il ritmo delle consegne salirà e per questo occorre accelerare senza più indugi.
 
Infine nella riunione si è discusso del vaccino AstraZeneca dopo il via libera della Cts di Aifa al suo uso fino a 65 anni per persone sane. Tra i partecipanti è emerso malumore per come è stata gestita la partita dall’Agenzia del farmaco con gli stop & go sulla scelta delle fasce di età che ha inevitabilmente generato sfiducia nei cittadini per quanto riguarda l’efficacia del serio dell’azienda britannica.
 
Allo studio ci sarebbe l’ipotesi per la fascia 55-65 anni di lasciare libertà di rifiuto del vaccino senza per questo perdere il proprio diritto di priorità. Sembra invece inapplicabile la possibilità di garantire gratuitamente il test sierologico dopo la vaccinazione per verificare l’immunizzazione in quanto ad ora i test non garantiscono un’affidabilità elevata e inoltre si rischierebbe di generare altra sfiducia (ti controllo per vedere se funziona).
 
Insomma, sono bastate poche frasi del nuovo presidente per smuovere la macchina che fino a poche settimane fa sembrava bloccata da dogmi che parevano inamovibili. Vedremo, perché come detto da Draghi la “velocità è essenziale” anche considerando il rischio varianti.
 
Luciano Fassari

Luciano Fassari

18 Febbraio 2021

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