Welfare selettivo, più concorrenza pubblico-privato, sanità integrativa e costi standard. Le ricette per la sanità dei Conservatori Riformisti

Welfare selettivo, più concorrenza pubblico-privato, sanità integrativa e costi standard. Le ricette per la sanità dei Conservatori Riformisti

Welfare selettivo, più concorrenza pubblico-privato, sanità integrativa e costi standard. Le ricette per la sanità dei Conservatori Riformisti
Queste le proposte lanciate dal gruppo di Raffaele Fitto nel corso della convention di due giorni a Roma. Quanto al welfare selettivo, l'obiettivo è quello di concentrare le risorse su destinatari e obiettivi prioritari. Si punta anche a dare impulso a sistemi mutualistici di copertura sanitaria integrativa per ridurre l'esposizione economica dei cittadini. LE PROPOSTE

"Non ti chiediamo di venire a battere le mani a qualcuno che parla, ma ti chiediamo di partecipare, di dire la tua”. Con questo appello Raffele Fitto ha lanciato lo scorso sabato la Convenzione Blu, la due giorni organizzata a Roma dai Conservatori e Riformisti per voltare pagina e tracciare una road map per il rilancio di un nuovo centrodestra.
 
Sei i “panel” organizzati, per analizzare le criticità attuali e proporre nuove soluzioni: Ue e immigrazione, tasse e banche, sanità e welfare, burocrazia, sud, statuto e regole del Movimento.


 


Per quanto riguarda la sanità, queste le maggiori criticià segnalate:
– le liste di attesa per l'accesso alle prestazioni sanitarie,
– l'onerosità dei ticket richiesti al cittadino come forma di compartecipazione alla spesa,
– la contrazione della matrice di prestazioni erogate dal Ssn.

Tutto ciò ha determinato:
– un aumento del numero di cittadini italiani che ha dovuto rinunciare o rinviare la fruizione delle prestazioni del SSN: secondo l'indagine Censis sarebbero circa 11 milioni nel 2015;
– un aumento del numero di cittadini italiani che hanno fatto ricorso alla sanità privata: sarebbero oltre 12 milioni, con una spesa complessiva di quasi 34,5 miliardi di euro (out of poket) pari a circa il 2,3% del Pil.

Di tale somma solo 4,5 miliardi sarebbero intermediati.
 
Queste, invece, le quattro proposte lanciate e messe al voto dai Conservatori e Riformisti:
1 Garantire l'universalità del sistema in una moderna logica di selezione dell'accesso alle prestazioni (welfare selettivo), concentrando le risorse su destinatari e obiettivi prioritari.
 
2 Garantire principi di libera scelta e sviluppare forme di competizione e di integrazione pubblico/privato (buono)*. Si rende necessario promuovere forme di intermediazione della cospicua somma di circa 28 miliardi di euro (con tendenza all'aumento) che i cittadini italiani sostengono out of poket. Si tratta di dare impulso a sistemi mutualistici di copertura sanitaria integrativa finalizzati a ridurre l'esposizione economica dei cittadini e a creare proficue sinergie tra pubblico e privato.
 
3 Contrastare il fenomeno del razionamento dei servizi attraverso un ammodernamento dei LEA (bozza DPCM all'esame di Palazzo Chigi)
 
4 Introdurre con procedura d'urgenza il principio di spesa basato sui "costi standard" quale sistema di razionalizzazione della spesa e di contrasto a sprechi e corruzione.
 
Giovanni Rodriquez

07 Novembre 2016

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