FdI: “Paradossale che chi ha rappresentato la malattia denunci oggi la presenza di malati”
“Sono io da uomo di destra che denuncio che ci sono 5 milioni di italiani che rinunciano a curarsi, e lo denuncio perché questo è il frutto di quello che è successo nella sanità negli ultimi 20 anni. Paradossale invece che la stessa cosa la denuncino Renzi e Boccia che di questo problema sono stati i protagonisti. Insomma siamo alle prese con una grave inversione di campo del carnefice che fa la vittima”.
È quanto dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Franco Zaffini – Presidente della X Commissione Salute, Lavoro e Previdenza sociale di Palazzo Madama in relazione ai dati ISTAT appena presentati.
“Come documentato dall’ISTAT e come evidenziato anche dopo la seduta che, all’apertura della sessione di bilancio, ha visto la partecipazione del ministro della Salute Orazio Schillaci nella mia Commissione in merito agli ultimi dati relativi alla spesa sanitaria e al Fondo Sanitario Nazionale (FSN), è semplicemente straordinario l’impegno del Governo che a fine legislatura avrà immesso oltre 30 miliardi nel Fondo Sanitario Nazionale”.
“Secondo i dati recenti, il FSN infatti ha raggiunto livelli record, passando da 125miliardi di euro nel 2022 ad una previsione di 134 miliardi di euro nel 2024, con un ulteriore incremento fino a 142,9 miliardi nel 2026. Questi numeri rappresentano un segno tangibile della volontà del Governo di rispondere alle crescenti esigenze del nostro sistema sanitario”, ha dichiarato Zaffini. “L’incremento del finanziamento è una risposta concreta per garantire l’accesso alle cure a tutti, senza distinzione, ma la sfida non si limita al semplice aumento delle risorse. La qualità della spesa e la sua distribuzione sul territorio sono elementi fondamentali per il nostro obiettivo di migliorare il sistema sanitario nazionale. A partire dal tema dell’abbattimento delle liste di attesa a cui il governo ha dedicato ben 2 provvedimenti. Il primo, quello di luglio, già funziona perfettamente in quelle regioni più resilienti pronte ad adottarlo, vedi emblematico il dato della Regione Lazio laddove è stato registrato l’incremento delle prestazioni garantite entro i tempi previsti dal Piano di Governo Nazionale Liste di Attesa, passando dal 78.9% nel 2023 con un tempo medio di attesa di 42 giorni, all’85.3% e un tempo medio di attesa di 31 giorni nel 2024, fino al 97,1% e un tempo medio di attesa di 9 giorni sul totale delle prestazioni monitorate, nei primi 10 mesi del 2025. Per chiudere – conclude Zaffini – è semplicemente paradossale questa propaganda della sinistra, che quando era al governo del Paese ha usato la sanità come un bancomat, spalancando le porte degli ospedali ai gettonisti; paradossale che siano loro che per anni hanno rappresentato ‘la malattia’ a denunciare oggi che ci siano milioni di italiani ‘malati’ che non possono curarsi”.
06 Novembre 2025
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