Fnomceo: “Sostegno a Fedriga e solidarietà a Tajani. Le minacce e le violenze cartina al tornasole del clima creato dalla disinformazione”

“Il dialogo, la persuasione sono gli strumenti migliori che abbiamo a disposizione per il successo della campagna vaccinale – dichiara nella nota Anelli -. Per questo ho invitato tutti i colleghi, e in particolare i medici di medicina generale, che hanno con loro un rapporto privilegiato di continuità e fiducia, a chiedere ai pazienti se siano o meno vaccinati, in modo da intercettare gli esitanti, aprire un confronto e chiarire i dubbi”.
“Questa strategia però funziona con gli incerti e con chi ha già intenzione di immunizzarsi – ammette Anelli -. Mentre non ha nessuna presa sugli ‘irriducibili’, su quel 7% della popolazione che non ne vuol sapere di sottoporsi alla vaccinazione. Ed è su queste persone che, al contrario, attecchiscono le ideologie no-vax, le fake news, le teorie complottistiche”.
“Per questo comprendiamo l’amarezza espressa da Fedriga: perché chi alimenta la disinformazione lede la salute della collettività, il diritto di tutti a vivere in ambienti in cui sia bassa la circolazione del virus, a ricominciare una vita normale, a dare impulso alle attività e all’economia – afferma ancora il presidente Fnomceo -. E inficia anche il diritto/dovere dei medici, degli infermieri a curare con serenità, senza essere costretti a scelte indicibili come è stato nelle prime ondate pandemiche: a riorganizzare le terapie intensive, dirottando posti sul Covid e sottraendoli alle emergenze, agli incidenti stradali, alle complicazioni dei parti e degli interventi chirurgici, agli eventi cardiovascolari. A scegliere, a volte, tra gli stessi pazienti Covid, destinando le risorse limitate a chi aveva più chance. Non vogliamo più, come medici, essere posti di fronte a questi dilemmi etici, morali e professionali. Apprezziamo perciò Fedriga per aver avuto un pensiero per il personale sanitario, per coloro che tenevano le mani dei malati quando i parenti non potevano avvicinarsi”.
“L’amarezza del Governatore, l’amarezza di chi ricopre ruoli di responsabilità, di tanti cittadini di buon senso che hanno fatto la loro parte, è anche, in maniera esponenziale, la nostra amarezza di professionisti della salute- aggiunge -. È questa la molla che ci ha spinto, insieme ad altre 8 Professioni sanitarie e sociali, in rappresentanza di un milione e mezzo di colleghi, a riunirci intorno a un tavolo per dire tutti insieme, a chiare lettere, che, se a disseminare disinformazione e ideologie antiscientifiche è un operatore sanitario, approfittando strumentalmente del suo ruolo e della sua autorevolezza, questi si pone al di fuori della sua Professione”.
“Siamo solidali con Fedriga per le intimidazioni che ha ricevuto e che continua a ricevere – conclude Anelli -. Allo stesso modo, esprimiamo vicinanza ad Antonio Tajani, che ha denunciato minacce di morte violenta da un presunto no-vax in risposta a un suo tweet. Questi gravissimi episodi sono la cartina al tornasole della carica di odio e di violenza ideologica rinfocolata dai fautori delle teorie antiscientifiche. E se a seminare dubbi ingiustificati, a giocare sulle paure legittime è una persona che ricopre un ruolo di responsabilità, un professionista della salute, dell’informazione, un rappresentante della politica o della cultura, questo è tanto più pericoloso. Tutti, pur nella libertà di pensiero e di parola, dovremmo fermarci a riflettere sulle ricadute delle nostre affermazioni e delle nostre azioni”.
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