Guerrini (Neuropsichiatra): “L’importanza della vitamina D nei bambini”
La vitamina D è può essere necessaria a tutte le età, ma sicuramente può esserlo maggiormente in chi, come i bambini, sta costruendo il proprio scheletro. Basta pensare che, quando ancora non si conosceva la vitamina D, una delle patologie più osservate era il rachitismo. Malattia frequente in larghe fasce della popolazione infantile in un’epoca in cui la nutrizione era inadeguata. Il quadro del rachitismo, con le sue deformità scheletriche è, infatti, riscontrabile in chi ha sofferto di carenza di vitamina D da bambino. In questi casi, l’adulto presenta osteomalacia, un rammollimento dello scheletro che non si deforma essendo già formato, ma che diventa più fragile con un maggiore rischio di frattura anche per traumi lievi o, in casi estremi, anche in assenza di traumi.
È allora sui bambini che dobbiamo concentrare la massima attenzione. La supplementazione con vitamina D nel nostro Paese viene fatta nel primo anno di vita, mentre in altri Paesi, come ad esempio la Svizzera, è somministrata anche durante l’infanzia.
È poi particolarmente raccomandabile seguire i bambini che hanno un potenziale deficit di metabolismo della vitamina D, gli epatopatici, i nefropatici. Così come occorre prestare attenzione ai bambini sottoposti a terapie con farmaci antiepilettici, in quanto alcune di queste molecole, importanti per il controllo delle crisi epilettiche, possono causare un incremento della clearance della vitamina D, ma possono anche avere un effetto diretto sulle cellule del tessuto osseo. In questi casi è opportuno trattare i bambini con calcifediolo. A rischio di carenza di demineralizzazione ossea sono inoltre i bambini affetti da gravi encefalopatie che riducono l’attività motoria. In questi casi, la somministrazione di calcifediolo può aiutare.
Infine, vanno anche trattati con la vitamina D i bambini che per malattie gravi e croniche non sono sufficientemente esposti alla luce solare.
18 Ottobre 2011
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