I campanelli d’allarme: verso la diagnosi
In primo luogo, gli esperti sottolineano l'importanza del ruolo del medico di base e della visita clinica. Durante l'auscultazione, "il tipico rumore ‘a velcro’, che non è proprio solo di questa malattia, pone un forte sospetto e deve spingere ad effettuare ulteriori approfondimenti", ha spiegato il professor Sergio Harari, Unità Operativa di Pneumologia e UTIR Servizio di Emodinamica e Fisiopatologia Respiratoria dell’Ospedale San Giuseppe – MultiMedica di Milano. "Altre due indagini possono fornire elementi sufficienti per avere la conferma della presenza di un problema e per porre il sospetto clinico di IPF, ovvero la radiografia del torace ed un esame spirometrico”.
Ecco cosa affermano gli esperti:
"La diagnosi è di esclusione e spesso richiede un team multidisciplinare composto da vari specialisti, tra cui lo pneumologo, il radiologo ed il patologo. Dalla visita clinica alle prove di funzionalità respiratoria, per misurare la capacità vitale forzata ed altri parametri.
Anche in presenza del quadro radiologico tipico bisogna preventivamente escludere tutte le possibili cause note di polmonite interstiziale.
La diagnosi della malattia viene posta grazie alla TAC torace ad alta risoluzione (HRCT), che può evidenziare il tipico pattern UIP, e può consentire una diagnosi clinico-radiologica in assenza di biopsia, esame a cui si deve ricorrere nei casi con quadro TAC torace non conclusivo".
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28 Giugno 2014
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