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Riduzione dell’attività di malattia grazie a trattamento precoce e prolungato con Natalizumab
Riduzione dell’attività di malattia grazie a trattamento precoce e prolungato con Natalizumab
Biogen Idec ha annunciato oggi i risultati di nuove analisi condotte sui dati relativi a natalizumab che confermano l’efficacia del farmaco nel ridurre l’attività di malattia nella sclerosi multipla (SM). Questo effetto è stato particolarmente significativo per i pazienti affetti da SM recidivante che hanno iniziato il trattamento quando ancora mostravano un basso grado di disabilità misurata sulla scala EDSS (Expanded Disability Status Scale) e per i pazienti in trattamento
Lo studio CoSMo smentisce Zamboni: “Nessuna relazione tra SM e CCSVI”
Lo studio CoSMo smentisce Zamboni: “Nessuna relazione tra SM e CCSVI”
“Il 97% delle persone con sclerosi multipla non ha la CCSVI e non deve preoccuparsi”. Lo ha detto Giancarlo Comi, neurologo Università Vita e Salute San Raffaele di Milano, a conclusione dello studio CoSMo i cui ultimi dati sono stati resi noti di recente. È una storia interessante e coinvolgente quella della insufficienza venosa cerebro-spinale cronica più nota come CCSVI per la valutazione della quale è stato approntato il più
Comi (S. Raffaele): “Agire il prima possibile. Prime fasi decisive per decorso malattia”
Comi (S. Raffaele): “Agire il prima possibile. Prime fasi decisive per decorso malattia”
Nell’ambito del 29° Congresso per la ricerca e i trattamenti della Sclerosi multipla (ECTRIMS) in corso a Copenaghen, abbiamo intervistato Giancarlo Comi, direttore della Divisione di Neurologia Sperimentale dell’Istituto Vita-Salute del S. Raffaele di Milano.
Prof. Comi è definitivamente acquisito il concetto dell’attacco precoce alla sclerosi multipla?
Non ci sono più dubbi, tutta la comunità scientifica mondiale è ormai d’accordo sulla necessità di trattare al primo sintomo la SM, e questo perché
Cos’è la sclerosi multipla
Cos’è la sclerosi multipla
La sclerosi multipla (o sclerosi a placche) è una malattia a decorso cronico della sostanza bianca del sistema nervoso centrale. Nella sclerosi multipla si verificano un danno e una perdita di mielina in più aree( da cui il nome multipla) del SNC. Queste aree di perdita di mielina sono di grandezza variabile e prendono il nome di placche. Alla base della SM dunque vi è un processo di “demielizzazione” che
Il commento e le proposte di Epposi per il self care
Il commento e le proposte di Epposi per il self care
La crescente pratica del self care offre benefici alle persone, alla società e alle istituzioni. Migliora il benessere, aumenta la qualità della vita e la produttività e riduce l’onere sui sistemi di assistenza sanitaria e previdenziali. Esiste però il potenziale per fare molto di più. I consumatori considerano già importante il self care e la maggioranza di essi è intenzionata a prendersi maggiori responsabilità riguardo alla propria salute. Molte persone
I dati italiani
I dati italiani
Ecco una raccolta di dati riferiti all’Italia che Epposi ha estrapolato per Quotidiano Sanità dal Barometro sul self care
Conoscenze in self care degli italiani
- 6% ha molte conoscenze
- 54% ha conoscenze
- 24% neutrale
- 12% non ha molte conoscenze
- 3% non ha alcuna conoscenze
Capacità degli italiani di prendersi cura di sé
- il 25,9% ritiene di possedere buone conoscenze e competenze
Il ruolo dei professionisti sanitari secondo gli italiani.
- 93% molto importante
- 1%
Dalla FDA “Priority Review” a pertuzumab per il trattamento del tumore al seno HER2-positivo prima della chirurgia
Dalla FDA “Priority Review” a pertuzumab per il trattamento del tumore al seno HER2-positivo prima della chirurgia
Pertuzumab potrà forse essere utilizzato negli Stati Uniti anche prima dell'intervento chirurgico (trattamento neoadiuvante) in pazienti affette da carcinoma della mammella HER2-positiva in stadio precoce. La notizia arriva da ECC 2013 ed è stata data da Roche, che produce il farmaco: la Food and Drug Administration (FDA USA) ha infatti accettato la domanda di concessione di licenza biologica supplementare (sBLA - supplemental Biologics License Application) per questo uso e ha
Tumore alla mammella avanzato. Trastuzumab emtansine raddoppia il tempo libero da progressione
Tumore alla mammella avanzato. Trastuzumab emtansine raddoppia il tempo libero da progressione
Il primo farmaco anticorpo coniugato anti HER2 di Roche, trastuzumab emtansine (T-DM1) ha quasi raddoppiato il tempo libero da un peggioramento della malattia o morte rispetto al trattamento di scelta del medico. A dirlo è proprio la casa farmaceutica, che nel corso del Congresso europeo di oncologia (ECC) di Amsterdam ha presentato i risultati dello studio di fase III, TH3RESA, sulle pazienti affette da carcinoma della mammella HER2-positivo avanzato (non
Adenocarcinoma polmonare non a piccole cellule. Buoni risultati per nintedanib
Adenocarcinoma polmonare non a piccole cellule. Buoni risultati per nintedanib
Il farmaco sperimentale nintedanib, triplo inibitore dell’angiochinasi, produce un beneficio significativo e clinicamente rilevante in termini di sopravvivenza complessiva in pazienti con adenocarcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC). A dirlo sono nuove analisi dei dati dello studio clinico registrativo di Fase III, LUME-Lung 1, presentati all’European Cancer Congress ad Amsterdam che si è concluso ieri. Il farmaco innovativo agisce sui tre recettori che svolgono un ruolo cruciale nell’angiogenesi e
Tumore al seno. Le pazienti preferiscono trastuzumab in formulazione sottocutanea
Tumore al seno. Le pazienti preferiscono trastuzumab in formulazione sottocutanea
La formulazione sottocutanea per trastuzumab riduce di circa la metà (58%) il tempo che le pazienti con carcinoma mammario precoce trascorrono nelle sale di chemioterapia, con potenziale risparmio di produttività e risorse per gli ospedali e i team di assistenza sanitaria. Un risultato che potrebbe giovare anche alla qualità della vita delle oltre 80 mila pazienti che usano il farmaco ogni anno in Europa, con un trattamento che può durare







