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Ricciardi (Univ. Cattolica): “Necessaria una formazione che tenga conto delle innovazioni del settore”
Ricciardi (Univ. Cattolica): “Necessaria una formazione che tenga conto delle innovazioni del settore”
“La Chiesa deve avanzare proposte operative puntando su modelli formativi innovativi e non più ancorati al passato. I medici hanno appreso la medicina quando era più arte e meno finanza, oggi la sanità necessita di un approccio diverso”. Così Walter Ricciardi, direttore dell’Istituto di Igiene dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, intervenuto al convegno promosso dall'Ufficio per la pastorale della sanità della Conferenza Episcopale Italiana (Cei), secondo il quale
Giovanni Rodriquez
Spandonaro (Univ. Tor Vergata): “Rafforzare la copertura dei più fragili”
Spandonaro (Univ. Tor Vergata): “Rafforzare la copertura dei più fragili”
“Rafforzare la copertura dei più fragili riducendo al contempo quella degli altri in modo equitativamente accettabile, creando maggiore sussidiarietà, prevenendo ed incentivando”. È questa per Federico Spandonaro, docente di Economia sanitaria presso l’Università Tor Vergata di Roma, una della strade da seguire in un momento di grande crisi economica e che colpisce pesantemente anche la sanità.
“La crisi economica ci ha messo davanti ad un impoverimento del Paese – ha detto
Giovanni Rodriquez
Colicelli (Censis): “Pazienti più ‘attivi’, ma è a rischio il rapporto con il medico”
Colicelli (Censis): “Pazienti più ‘attivi’, ma è a rischio il rapporto con il medico”
“L’attuale crisi economica ha indotto negli italiani non solo la paura di non poter più mantenere il proprio tenore di vita, ma anche quella di non avere più i mezzi necessari per potersi permettere le cure per se stessi e per i propri cari. Forse non è un caso se è molto aumentato negli ultimi anni l’utilizzo di antidepressivi ed il ricorso alla psicoterapia”. È questo il quadro degli italiani
Giovanni Rodriquez
Tambone (Campus Biomedico): “Sviluppare ricerca filosofica di base per produrre cambiamento”
Tambone (Campus Biomedico): “Sviluppare ricerca filosofica di base per produrre cambiamento”
Per creare cambiamento e innovazione c'è bisogno di una formazione che passi attraverso la creazione di centri di ricerca filosofica di base. Questa la proposta avanzata da Don Victor Tambone, del Campus Biomedico di Roma, in occasione del convegno promosso dall'Ufficio per la pastorale della sanità della Conferenza Episcopale Italiana (Cei) dal titolo "Un nuovo paradigma per la sanità in Italia. La Chiesa a servizio del cambiamento”.
“Il cambiamento – ha spiegato
Giovanni Rodriquez
Brusaferro (Univ. Udine): “Promuovere le microcomunità per una assistenza migliore e meno costosa”
Brusaferro (Univ. Udine): “Promuovere le microcomunità per una assistenza migliore e meno costosa”
“Medico di medicina generale, la farmacia, l’ambulatorio comunale o di quartiere, l’assistente sociale di quartiere la parrocchia e il volontariato spesso rimangono tra loro separati o si raccordano solo episodicamente. Ma mettere insieme in modo strutturato questi attori, già peraltro presenti sul territorio, consente di garantire nel singolo contesto un presidio importante aperto tutto il giorno e capace di un’ampia gamma di servizi relativi alle cure primarie, che spesso intercettano,
Giovanni Rodriquez
Mons. Caffarra: “Reintrodurre il paradigma antropologico personalista nella gestione dell’infermità”
Mons. Caffarra: “Reintrodurre il paradigma antropologico personalista nella gestione dell’infermità”
“Il vocabolario medico è andato progressivamente cambiando: i pazienti sono diventati ‘clienti’ o ‘consumatori’, i medici e gli infermieri sono ‘provider’ o ‘fornitori’, i posti letto vanno considerati ‘capacità produttiva’ di un ospedale”. Un vocabolario che proviene da una certa interpretazione di una fondamentale esperienza umana, l’infermità. Un’interpretazione che è “antropologica utilitaristica”. Per questo l’aspetto fondamentale su cui riflettere “è quello di poter custodire o reintrodurre il paradigma antropologico personalista
Giovanni Rodriquez
Mons. Crociata (CEI): “La presenza della Chiesa nel mondo della salute dovrà crescere”
Mons. Crociata (CEI): “La presenza della Chiesa nel mondo della salute dovrà crescere”
"La caratteristica dei cristiani è sempre stata quella di annunciare il valore e la dignità della persona in modo concreto, dandole attenzione e cura e investendo su di essa. Così si spiega la nostra speciale attenzione alla scuola e agli ospedali. Sono la via peculiare attraverso cui i cristiani annunciano il valore della vita umana e della persona ed esercitano la solidarietà e la sussidiarietà, concorrendo alla costruzione del bene
Giovanni Rodriquez
Proteggersi dal caldo. Gli opuscoli del ministero della Salute
Proteggersi dal caldo. Gli opuscoli del ministero della Salute
Scarica gli opuscoli realizzati dal ministero della Salute con tutti le informazioni e i consigli utili per prevenire i rischi per la salute legati al caldo.
- Consigli alla popolazione per affrontare le ondate di calore
- Raccomandazioni per i Medici di Medicina Generale
- Raccomandazioni per il personale delle strutture per gli anziani
- Raccomandazioni per il personale che assiste gli anziani a casa
Ondate di calore. I rischi per la salute
Ondate di calore. I rischi per la salute
Il caldo causa problemi alla salute nel momento in cui altera il sistema di regolazione della temperatura corporea. Normalmente, il corpo si raffredda sudando, ma in certe condizioni fisiche e ambientali questo non è sufficiente. Se, ad esempio, l’umidità è molto elevata, il sudore non evapora rapidamente e il calore corporeo non viene eliminato efficacemente. La temperatura del corpo, quindi, aumenta rapidamente e può arrivare a danneggiare diversi organi vitali
Ipercolesterolemia. Chi ne è colpito e come si previene
Ipercolesterolemia. Chi ne è colpito e come si previene
Un italiano ogni cinque. Sono così tanti – 12 milioni in tutto –i nostri concittadini con livelli di colesterolo elevato: già solo il numero di soggetti affetti da dislipidemie genetiche propriamente dette (ipercolesterolemia monogenica e combinata) supera infatti i 500.000, ma se comprendiamo anche quella poligenica comune la cifra è molto più alta (circa 1 soggetto ogni 50 potrebbe essere interessato).
Le forme vanno da quelle più comuni, come l’iperlipidemia familiare






