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Conferme per linagliptin: buoni risultati su pazienti anziani e con nefropatia diabetica
Conferme per linagliptin: buoni risultati su pazienti anziani e con nefropatia diabetica
Conferme per linagliptin: buoni risultati su pazienti anziani e con nefropatia diabetica
Nuove conferme per linagliptin arrivano dal 48esimo Congresso EASD, in corso a Berlino: i risultati di un ampio studio clinico di Fase III e di tre analisi combinate di dati di Fase III confermano infatti l’efficacia e la tollerabilità di linagliptin in pazienti con diabete di tipo 2, compresi i pazienti anziani e quelli con nefropatia diabetica.   “Il recente rapporto Istat sul mondo della sanità in Italia”, ha commentato Stefano Del
Riduzione ipoglicemia notturna e migliore stato psicologico: ecco i risultati di LY260554
Riduzione ipoglicemia notturna e migliore stato psicologico: ecco i risultati di LY260554
Riduzione ipoglicemia notturna e migliore stato psicologico: ecco i risultati di LY260554
Sono stati diffusi nel corso del Congresso EASD i risultati relativi a uno studio di fase II sul nuovo analogo dell’insulina basale, LY260554, farmaco in fase di sperimentazione per i pazienti affetti da diabete di tipo 2. Oltre ai risultati clinici, che mostrano una diminuzione dell’ipoglicemia notturna statisticamente significativa, pari al 48%, corretta per i valori al basale, rispetto a insulina glargine, le risposte al questionario Adult Low Blood Sugar
Empagliflozin: buoni i risultati sulla pressione arteriosa
Empagliflozin: buoni i risultati sulla pressione arteriosa
Empagliflozin: buoni i risultati sulla pressione arteriosa
Sarebbero buoni gli effetti di empagliflozin, inibitore dell’SGLT-2 in fase di sviluppo, sulla pressione arteriosa, oltre che sulla riduzione di HbA1c e sul peso ponderale: secondo i dati emersi da uno studio di Fase IIb, presentato durante il Congresso EASD in corso a Berlino, nei pazienti arruolati trattati con il farmaco si sarebbe infatti osservato un abbassamento della pressione sistolica di 4-5 mmHg rispetto al basale, più marcato nei pazienti con
TAGLIO CESAREO. In alcuni ospedali sono più del 90% dei parti
TAGLIO CESAREO. In alcuni ospedali sono più del 90% dei parti
TAGLIO CESAREO. In alcuni ospedali sono più del 90% dei parti
La proporzione di parti effettuati con taglio cesareo è uno degli indicatori di qualità più frequentemente usato a livello internazionale per verificare la qualità di un sistema sanitario. Questo perché il ricorso inferiore al cesareo risulta sempre associato a una pratica clinica più appropriata, mentre diversi studi suggeriscono che una parte dei tagli cesarei è eseguita per “ragioni non mediche”. Eppure il numero dei parti con taglio cesareo è andato
COLECISTECTOMIE LAPAROSCOPICHE. Disomogenità totale nei tempi di ricovero
COLECISTECTOMIE LAPAROSCOPICHE. Disomogenità totale nei tempi di ricovero
COLECISTECTOMIE LAPAROSCOPICHE. Disomogenità totale nei tempi di ricovero
L’intervento di colecistectomia può essere effettuato in laparoscopia o a cielo aperto (laparotomia), ma nei casi non complicati è la colecistectomia per via laparoscopica ad essere considerata il “gold standard”. Non c’è, comunque, una significativa differenza in mortalità o complicanze tra tecnica laparoscopica e laparotomica. La prima è tuttavia associata a una degenza ospedaliera e a una convalescenza significativamente più brevi rispetto al classico intervento a cielo aperto. La “Degenza
TUMORE GASTRICO. Se la probabilità di morte è 4 volte superiore alla media 
TUMORE GASTRICO. Se la probabilità di morte è 4 volte superiore alla media 
TUMORE GASTRICO. Se la probabilità di morte è 4 volte superiore alla media 
Il tumore maligno dello stomaco rappresenta la seconda causa di morte per tumore nel mondo, con una frequenza in netto declino a causa del mutamento delle abitudini alimentari e della conservazione dei cibi. Il tumore interessa nel 40% dei casi la parte inferiore dello stomaco, in un altro 40% la parte media e nel 15% circa la parte superiore. Nella maggior parte dei casi i tumori dello stomaco sono adenocarcinomi,
VALVULOPLASTICA. Mortalità anche 2,5 volte superiore alla media
VALVULOPLASTICA. Mortalità anche 2,5 volte superiore alla media
VALVULOPLASTICA. Mortalità anche 2,5 volte superiore alla media
La chirurgia sulla  valvola cardiaca permette di riparare o sostituire valvole stenotiche oppure non continenti (insufficienti). L’esito a breve termine dell’intervento di  valvuloplastica e o sostituzione di valvola isolata può rappresentare un buon indicatore della qualità dell’attività delle strutture di cardiochirurgia. La valutazione si riferisce all’intero processo assistenziale ospedaliero e post- ospedaliero ( a 30 giorni dall’intervento ed è relativa alla procedura non associata ad interventi di Bypass aortocoronarico). È stato
BY PASS AORTOCORONARICO. In alcui casi mortalità 8 volte superiore alla media
BY PASS AORTOCORONARICO. In alcui casi mortalità 8 volte superiore alla media
BY PASS AORTOCORONARICO. In alcui casi mortalità 8 volte superiore alla media
L’intervento by-pass aorto-coronarico (Bpac) consiste nella sostituzione del tratto dell’arteria cronarica compromesso da una lesione aterosclerotica, attraverso l’innesto di un segmento di vaso che permette di aggirare l’ostruzione. È indicato per alleviare i sintomi anginosi, quando questi resistono alla terapia medica, e dà risultati migliori delle cure mediche nel prolungare la sopravvivenza dei pazienti con malattia coronarica avanzata. I rischi potenziali sono essenzialmente condizionati da fattori legati allo stato generale
ICTUS: al Centro Sud la mortalità più elevata
ICTUS: al Centro Sud la mortalità più elevata
ICTUS: al Centro Sud la mortalità più elevata
L'Ictus o Stroke è comunemente definito come una sindrome clinica caratterizzata dal rapido sviluppo di segni focali o generali di disturbo delle funzioni cerebrali che durano più di 24 ore e possono condurre a morte, con apparente origine vascolare. Esistono diversi tipi di ictus cerebrale con diversa patogenesi. Circa l’80-85% è di natura ischemica, circa il 15-20% è di origine emorragica (emorragia cerebrale nella maggior parte, meno frequentemente emorragia subaracnoidea).
FRATTURA FEMORE. Operati in 48 ore? Non dappertutto
FRATTURA FEMORE. Operati in 48 ore? Non dappertutto
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Le fratture del collo del femore sono eventi traumatici particolarmente frequenti nell’età anziana e tra le donne, in particolare quelle con grave osteoporosi, patologie internistiche e della coordinazione motoria. Le Linee guida internazionali concordano sul fatto che il trattamento migliore delle fratture del collo del femore sia l’intervento chirurgico per la riduzione della frattura e la sostituzione protesica, che innalzano le possibilità di ripresa del paziente e di ritorno a