Sumai Assoprof: “Bene, ma primo investimento va fatto sulla specialistica ambulatoriale già presente nel territorio”
“Accogliamo con favore le dichiarazioni del Ministro della Salute Orazio Schillaci e la posizione espressa da Forza Italia tramite l’europarlamentare e responsabile della Consulta di FI, Letizia Moratti, sulla necessità di rafforzare le Case della Comunità attraverso un maggiore degli specialisti del Servizio sanitario nazionale. È una direzione condivisibile che va nella prospettiva di aumentare l’offerta di prestazioni e rendere finalmente operative le strutture previste dal DM 77”. Lo dichiara, in una nota, Antonio Magi, segretario generale Sumai Assoprof.
“Accanto alla possibilità di svolgere attività aggiuntive su base volontaria da parte degli specialisti ospedalieri – prosegue Magi – occorre però valorizzare prioritariamente una risorsa che il Servizio sanitario nazionale possiede già: la specialistica ambulatoriale convenzionata interna, presente da oltre cinquant’anni sul territorio, che ogni giorno garantisce milioni di prestazioni istituzionali nelle ASL, nei poliambulatori, nei distretti, nelle Case della Comunità già attive e nei servizi territoriali”.
“Gli specialisti ambulatoriali interni – sottolinea Magi – operano nell’orario istituzionale, senza ricorrere a prestazioni aggiuntive, assicurando un rapporto costo-beneficio estremamente favorevole per il Servizio sanitario nazionale. Potenziare questo settore significa aumentare rapidamente la capacità produttiva del sistema con costi significativamente inferiori rispetto ad altre modalità organizzative, utilizzando personale già formato, immediatamente disponibile e profondamente integrato nella rete territoriale”.
“Per rendere realmente operative le Case della Comunità – aggiunge – servono soprattutto cardiologi, diabetologi, pneumologi, neurologi, geriatri, endocrinologi, fisiatri, reumatologi, nefrologi, dermatologi, oculisti, otorinolaringoiatri, ginecologi, psichiatri e tutte quelle branche specialistiche indispensabili per la presa in carico della cronicità e della fragilità. Queste professionalità sono già presenti nella specialistica ambulatoriale convenzionata interna e rappresentano il pilastro naturale dell’assistenza specialistica territoriale”.
“Per questo – conclude Magi – il Sumai ribadisce la necessità di un piano straordinario di incremento delle ore di specialistica ambulatoriale convenzionata, eliminando le rigidità che ancora ne limitano lo sviluppo e superando le incompatibilità ormai non più giustificate. È questa la strada più rapida, sostenibile ed economicamente vantaggiosa per ridurre le liste d’attesa, dare piena attuazione al DM 77 e offrire ai cittadini una sanità territoriale realmente vicina ai loro bisogni”.
17 Giugno 2026
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Riflessione di un Tecnico sanitario di radiologia medica

Lea 2024: il Nord guida e il Sud insegue. Veneto, Emilia-Romagna e Toscana si confermano al top. Calabria, Sicilia e Bolzano in fondo alla classifica

Lombardia. Le immagini diagnostiche sul Fascicolo Sanitario Elettronico

Ebola. Secondo operatore umanitario statunitense contagiato, trasferito in Germania. Tedros: “Proteggere chi è in prima linea”

Medici specialisti, Regioni chiedono di formarne 14.631 nel 2025/2026. Priorità ad anestesia, emergenza-urgenza e medicina interna

Benzodiazepine. Stop alla ricetta elettronica: funzionalità sospesa dopo il caos organizzativo

Emergenze infettive, alto isolamento e biocontenimento: Spallanzani e Aeronautica Militare insieme per formare gli operatori sanitari

Malattie venose, Servier lancia Daflon 1000 mg: una sola compressa per semplificare la terapia

Caldo e diabete, il caso Zverev ricorda i rischi dell'estate: "Attenzione ai sensori per la glicemia"

Riflessione di un Tecnico sanitario di radiologia medica