Aggressione medici. Nuovo caso di violenza al pronto soccorso del San Giovanni Bosco di Napoli

Aggressione medici. Nuovo caso di violenza al pronto soccorso del San Giovanni Bosco di Napoli

Aggressione medici. Nuovo caso di violenza al pronto soccorso del San Giovanni Bosco di Napoli
Due dottoresse sono state aggredite dopo la mezzanotte da un uomo che pretendeva di essere visitato senza rispettare il proprio turno. Ma nel Ps il triage non è mai partito. Scotti (Omceo Napoli): “Episodio deplorevole. Presto in commissione Affari Sociali un ulteriore Ddl che prevede un aggravamento delle pene per chi aggredisce un sanitario nell’esercizio delle sue funzioni”

Ennesimo caso di violenza contro i sanitari del Pronto soccorso. A farne le spese due dottoresse del San Giovanni Bosco di Napoli, aggredite da un uomo che pretendeva di essere visitato senza rispettare il proprio turno. L’aggressore (aveva problemi psichici ed era in cura presso il servizio di igiene mentale del quartiere di Scampia) è entrato nella stanza dove le professioniste, medici internisti, stavamo visitando altri pazienti. Dopo averle assalite verbalmente ha scagliato contro di loro una scrivania provocando a una dottoressa lesioni con 30 giorni di prognosi (ma si potrebbe profilare anche un trattamento chirurgico).
 
Assenza del triage al Ps. È una situazione critica quella del pronto soccorso del nosocomio napoletano dove oltre alla cronica carenza di personale (colmata con assegnazioni di ore in convenzione con medici di altri presidi) e alla mancanza di strumentazioni tecnologiche sia informatiche sia cliniche, si registra anche l’assenza del triage impedendo quindi l’attuazione di quel sistema di filtraggio degli accessi necessario a regolare la priorità degli interventi.
 
“Siamo vicini alle colleghe – ha dichiarato a Quotidiano Sanità, Silvestro Scotti Presidente dell’Omceo di Napoli – questo episodio è comunque la conferma che nella popolazione si sta insinuando il dubbio dell’incertezza delle cure, legata probabilmente anche all’eccesso di privatizzazione dell’offerta sanitaria. Non vorremmo che si arrivasse a situazioni estreme come quelle denunciate dall’associazione dei medici dell’India dove, a causa della grande differenza di qualità di offerta tra pubblico e privato, si stanno evidenziano diseguaglianze non più tollerate dalla popolazione con gravi episodi di violenza”.
 
In arrivo un ulteriore Ddl contro le aggressioni. Come Omceo ci stiamo muovendo, ha poi aggiunto Scotti. “Abbiamo collaborato con la vice presidente della Commissione Affari Sociali, Michela Rostan a un Disegno di legge che dovrebbe essere presentato entro il mese di luglio. Un provvedimento che, in linea con una proposta storica dell’Omceo di Napoli, prevede come deterrente, un aggravamento delle pene per chi aggredisce un sanitario nell’esercizio delle sue funzioni, quindi medici, infermieri e in generale gli operatori sanitari, attraverso il riconoscimento dello status di pubblico ufficiale. Così si potrà agire di ufficio e non per querela di parte. Una soluzione per portare a galla quelle aggressione “sommerse” che nella loro numerosità testimoniano il fatto che l’assenza di pena facilita l’aggressione ai sanitari”.
 
Ester Maragò

13 Luglio 2018

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