Aggressioni medici. Onotri (Smi): “Positivo insediamento Osservatorio. Ma mancano rappresentanti di categoria”

Aggressioni medici. Onotri (Smi): “Positivo insediamento Osservatorio. Ma mancano rappresentanti di categoria”

Aggressioni medici. Onotri (Smi): “Positivo insediamento Osservatorio. Ma mancano rappresentanti di categoria”
“Crediamo positiva la composizione della Osservatorio permanente contro la violenza a operatori sanitari, presieduto dal Ministro della Salute. Negativa la mancanza di rappresentanza dei sindacati medici”. Così Pina Onotri, segretario generale Smi.

Il Sindacato dei Medici Italiani-Smi valuta molto positivamente l’insediamento, ieri, dell'Osservatorio permanente contro la violenza a operatori sanitari.
Per Pina Onotri, segretario generale Smi, “è una buona notizia ed è un importante risultato della battaglia della categoria, che ha visto prima fila anche le donne del Coordinamento Nazionale Donne-Medico”.
 
“Crediamo positiva la composizione dell’organismo, presieduto dal Ministro della Salute, e di cui fanno parte tra gli altri, anche il comandante dei Carabinieri del Nas, il coordinatore degli assessori alla sanità regionali, il presidente della Federazione degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri e il direttore generale dell'Agenzia per i servizi sanitari regionali. Negativa, però – ha aggiunto Onofrio – l’assenza di una rappresentanza dei sindacati medici”.
 
“Tuttavia non basta, servono risposte già oggi -ha continuato il segretario generale Smi – perché l’emergenza aggressioni è costante. Sabato un altro episodio a Novara, dopo quello di Lecce della scorsa settimana.Chiediamo un immediato intervento delle Regioni per prevedere provvedimenti straordinari di messa in sicurezza dei servizi, partendo dai settori più sensibili e per tutelare le donne medico, le più colpite dall’aggressioni: come è noto su tre episodi di violenza due riguardano le dottoresse”.
 
“È necessario – ha concluso Onotri – che l’Osservatorio si metta subito al lavoro, ma anche che le Istituzioni siano fattivamente presenti sul territorio, e che le Asl prevedano, in accordo con i sindacati, un pacchetto di interventi dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro, della logistica, e dell’adeguamento delle strutture”. 

14 Marzo 2018

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